Stanno causando un vero e proprio terremoto politico le dichiarazioni del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che, questa mattina - venerdì 3 aprile - nel corso della conferenza stampa post Consiglio dei Ministri per la presentazione della proroga dello sconto sulle accise dei carburanti fino al 1 maggio, ha aperto alla possibilità di una deroga del 3% del Patto di Stabilità UE, a seguito dell'ulteriore protrarsi della crisi in Iran.
"Se la situazione non cambia sarà inevitabile".
Ha dichiarato Giorgetti. Parole che hanno immediatamente allarmato il centrosinistra che accusa il governo di voler trascinare l'Italia verso il "deficit" e di non "avere strategie" per tutelare il Paese dalla crisi economica e energetica.
La crisi dei carburanti e il perdurare del conflitto nel Golfo Persico sta avendo gravi - ma prevedibili - ripercussioni sulle finanze pubbliche italiane, fortemente dipendente dagli approvvigionamenti esteri per le materie prime energetiche, che rischiano di vanificare gli sforzi fatti fino ad oggi (dopo ben tre manovre di bilancio recessive) per rimettere in ordine i conti pubblici.
A marzo 2026 l'Italia è ancora tra i Paesi sotto procedura per deficit eccessivo: a marzo 2026 il deficit italiano risultava al 3,1% del PIL, quindi ancora sopra il limite del 3%.
Le parole di Giorgetti stanno quindi destando forti preoccupazioni, soprattutto perché il titolare del MEF è sempre stato molto severo su questo punto.
Il centrosinistra boccia in toto il nuovo Dl Carburanti. Per il capo dei senatori del Pd, Francesco Boccia, il governo ha "varato l’ennesimo decreto tampone sulle accise dei carburanti. Un’altra toppa che proroga di un mese le misure già adottate. Alla fine di questo mese cosa succederà? Il ministro Giorgetti ha lanciato l’allarme sui conti: le risorse per gli aiuti si sono esaurite. Rischiamo, parole sue, ‘la benzina a tre euro’".
Per il leader di Avs, Angelo Bonelli, il governo è "senza strategia energetica e porta l’Italia allo sbando e alla recessione economica".
Secondo Bonelli la proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio, annunciata dal Consiglio dei ministri "è l’ennesimo intervento tampone che conferma questa assenza. Parliamo di un costo di 500 milioni di euro, coperto in parte dall’aumento dell’Iva – quindi dalle tasche degli italiani – e in parte da risorse ETS e CO₂ che dovrebbero essere destinate alla transizione energetica. Invece di tassare gli extraprofitti delle società energetiche, fanno pagare la crisi e le conseguenze della guerra a famiglie e imprese, non a chi si sta arricchendo."
Ieri, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte aveva parlato di "decretini" evidenziando che "altre scelte" andavano fatte "prima".
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, invece commenta così il nuovo decreto carburanti varato da Palazzo Chigi:
Ma la bocciatura del centrosinistra è più ampia. A destare preoccupazione sono soprattutto le parole del ministro Giorgetti sulla necessità di derogare al rispetto del 3% del Patto di Stabilità Ue.
si chiede il senatore dem, Francesco Boccia che poi avverte Giorgia Meloni:
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che il Patto di Stabilità non lo avrebbe proprio firmato, accusa: "in queste ore autorevoli esponenti di governo stanno parlando di rivedere il Patto di stabilità, che io chiamai ‘Pacco di stabilità’, non andava firmato, non è stato neppure negoziato, eppure Meloni e Giorgetti hanno detto che era un buon compromesso."
I parlamentari M5s delle commissioni Bilancio, Finanze e Attività produttive di Camera e Senato commentano:
Secondo il leader di Avs, Bonelli, il governo "dovrebbe seguire l’esempio della Spagna di Sánchez, che ha abbassato drasticamente i prezzi dell’energia puntando sulle rinnovabili. Questa è la strada per proteggere davvero famiglie e imprese. Quella del governo italiano non è una politica energetica: sancisce che una parte politica che si definiva patriottica è diventata estranea agli interessi del Paese".
In difesa del provvedimento, il centrodestra con i ministri Fratin e Calderoli.
Dichiara il senatore Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie.
Per il ministro dell'Ambiente e Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si è trattato di un "intervento necessario, alla luce della particolare situazione in Medio Oriente”.