La Banca Mondiale lancia l’allarme sugli effetti della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, con ripercussioni su inflazione, occupazione e sicurezza alimentare.
La Banca Mondiale è "estremamente preoccupata" per l'effetto che la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran avrà sull'inflazione, sull'occupazione e sulla sicurezza alimentare.
Il 28 febbraio, Israele e Stati Uniti hanno lanciato i primi attacchi contro l'Iran. L'azione militare congiunta dei due paesi ha avviato una crisi in Medio Oriente, portando all'impennata dei prezzi dell'energia e mettendo sotto pressione le catene di approvvigionamento.
L'amministratore delegato Paschal Donohoe ha affermato che la Banca Mondiale sta offrendo assistenza allo sviluppo e sostegno immediato al bilancio dei paesi membri, sotto forma di prestiti e assistenza tecnica ai paesi che ne hanno necessità.
La crisi energetica non è l’unico problema: ci sono anche preoccupazioni per la sicurezza alimentare, poiché il blocco delle catene di approvvigionamento dei fertilizzanti rischia di compromettere la produzione agricola.
"Siamo estremamente preoccupati per l'effetto che ciò avrà sull'inflazione, sull'occupazione e sulla sicurezza alimentare", ha affermato Donohoe.
Le dichiarazioni di Paschal Donohoe sono giunte in concomitanza con l'annuncio da parte della Banca Mondiale di una nuova collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale e l'Agenzia Internazionale dell’Energia, volta a coordinare gli interventi di assistenza in risposta alla guerra.
Donohoe ha indicato che i paesi dell'Africa e dell'Asia sono particolarmente esposti ai problemi legati all’energia, come aumenti dei prezzi e interruzioni di approvvigionamento, causati dalla crisi in corso.