02 Apr, 2026 - 16:38

Ex sindaca sulla graticola per anni e poi prosciolta

Ex sindaca sulla graticola per anni e poi prosciolta

Chi non lo ha vissuto sulla propria pelle non può capire il dolore e la gioia che si prova quando il giudice dice nell’aula del tribunale che sei prosciolta perché il fatto non sussiste. Il dolore perché hai trascorso lunghi anni nell’incertezza e la gioia perché ti senti liberata di un macigno. Sono le emozioni provate da Giulia Deidda, classe ‘82, sindaca di centrosinistra a Santa Croce sull’Arno dal 2014 al 2024 e coinvolta nell’inchiesta sui veleni da keu che sarebbero stati smaltiti in modo illecito.
Il suo sfogo lo raccoglie il Tirreno: “Il proscioglimento l’ho vissuto in diretta. Mi trovavo al Palazzo di Giustizia a Novoli, nella maxi aula 32, dove era in corso l’udienza preliminare, a cui ho quasi sempre partecipato, ascoltando le difese di tutti, compresa la mia. La notizia l’ho appresa in diretta, cadendo subito in un pianto di emozione”.
L’ex sindaca racconta a chi ha fatto la prima telefonata: “L’ho fatta al mio babbo e alla mia mamma. Sono le persone che hanno sofferto quanto me, se non di più. Poi, ovviamente, ho chiamato il mio compagno Paolo”.

Giulia Deidda: “I giornalisti avevano gli atti e io no”

Poi una stoccata ai giornalisti: “Da sempre ho avuto un grande rispetto per i giornalisti e per gli organi di stampa. La cosa che però mi ha sconvolta è quella di sapere che gli atti, che la sottoscritta ha dovuto attendere per i tempi dell’iter processuale e pagare, erano fin da subito in mano ai giornali. Mi ricordo benissimo che a novembre 2022, in occasione della chiusura delle indagini, risposi a un giornalista che mi chiedeva un commento: ‘Se avessi il decreto, potrei anche rispondere. Ma non ce l’ho’. Ho aspettato e ho pagato per avere la disponibilità, insieme ai miei legali, degli atti in cui mi si accusava, mentre la stampa, già nell’aprile 2021, era in grado di riportare i testi delle intercettazioni. E questa è una vera stortura”. Una volta l’ex presidente della camera dei deputati ed ex magistrato Luciano Violante disse che la vera separazione delle carriere era quella che si dovrebbe fare tra pubblici ministeri e giornalisti.

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