02 Apr, 2026 - 14:55

Caso Piantedosi-Conte, tutte le reazioni: Giordano sprona il governo a chiarire, Donzelli minimizza

Caso Piantedosi-Conte, tutte le reazioni: Giordano sprona il governo a chiarire, Donzelli minimizza

La rivelazione della giornalista Claudia Conte, che ieri ha ammesso di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, continua ad animare il dibattito politico. Restano molti interrogativi: perché la giornalista ha scelto di parlarne ai microfoni di un podcaster vicino a Fratelli d’Italia? E perché, come sembrerebbe, avrebbe chiesto a Dimitri Stagnitto di porle proprio quella domanda?

A chiedere chiarimenti non sono solo le opposizioni. In un post su X è intervenuto anche Mario Giordano, con un messaggio chiarissimo: “È ovvio che nella vita privata ognuno fa ciò che vuole, ma qualcuno dovrà spiegare agli elettori del centrodestra se gli incarichi che Claudia Conte ha avuto in questi anni siano frutto di merito (come promesso) o di altro. Perché non sarebbe bello scoprire di essere passati dall’amichettismo all’amantismo.”

Mario Giordano incalza il centrodestra

Il fuoco amico di Mario Giordano, giornalista di Rete4 vicino al centrodestra, può sorprendere, ma fino a un certo punto. Nelle ultime settimane, dalla sconfitta al referendum sulla giustizia, diversi giornalisti e intellettuali dell’area di centrodestra hanno chiesto al governo un cambio di passo: lo ha fatto Feltri, esortando Meloni a spiegare il perché dell’ondata di “dimissioni giustizialiste” che ha coinvolto in un lampo Giusy Bartolozzi, Andrea Delmastro e soprattutto Daniela Santanchè.

Lo ha fatto anche l’intellettuale Marcello Veneziani, che in un editoriale ha spronato il governo e la presidente del Consiglio “ad aprire la mente e gli scenari”, chiedendo di uscire “dalle posizioni in cui siete ancora barricati”: un invito, insomma, ad accogliere le critiche e a cercare rimedi, anziché sentirsi sempre “traditi e pugnalati”. 

La maggioranza minimizza

Nel caso Piantedosi, al momento, quello di Mario Giordano è l’unico commento critico finora emerso dal mondo culturale della destra. Strenua è stata invece la difesa del ministro: stamane il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, ha parlato di “attacco della sinistra”, minimizzando il fatto che lo scoop sia arrivato proprio dal centrodestra.

Raggiunto fuori da Montecitorio, anche il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, l’onorevole Donzelli, ha ridimensionato la notizia: “Non lo so, non mi interessa. Piantedosi non ha niente da nascondere, Piantedosi fa benissimo il ministro dell’Interno. Ciascuno nella sua vita privata fa ciò che vuole, in questo momento ci sono problemi più seri”.

La Lega smentisce la soffiata

Anche la Lega, partito di Piantedosi, ha fatto in queste ore quadrato attorno al suo ministro, ribadendogli stima e fiducia, smentendo peraltro l’ipotesi di una soffiata “interessata” per liberare il posto al Viminale a beneficio di Matteo Salvini. “Come ribadito nei giorni scorsi, la Lega non chiede e non ha chiesto modifiche alla squadra di governo. Chi attribuisce alla Lega la volontà di un rimpasto sostiene una menzogna”, hanno fatto sapere dal Carroccio.

Dalla premier, per ora, nessuna reazione: da quanto si apprende, Meloni sarebbe stata al corrente da mesi della relazione, avendone parlato direttamente con il ministro.

Le opposizioni chiedono di chiarire

Dalle opposizioni è arrivata invece la richiesta di chiarire, sia da Avs, tramite la capogruppo alla Camera Luana Zanella, sia da parte della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein.

“Invece di occuparsi dei problemi, oggi il governo si occupa dell’ennesimo scandalo che riguarda un ministro. Dei fatti privati non interessa a nessuno di noi, ma il punto è che, da quanto emerge, questa persona sarebbe stata assunta come consulente in una commissione parlamentare che, guarda caso, si occupa di sicurezza e di periferie, e quindi lavora in stretto contatto con il Viminale. Addirittura avrebbe avuto un contratto di docenza pagata alla Scuola di Polizia”, ha detto ieri la segretaria dem, ospite di Realpolitik su Rete 4.

Fuori dal dibattito Calenda

Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle. Ospite di L'aria che tira, il deputato Francesco Silvestri ha sottolineato come “se sono state date consulenze, non è per niente un fatto di cronaca rosa, ma un fatto politico. Bisogna capire se sono state date a una persona che aveva una relazione con il ministro dell’Interno”.

Fuori dal dibattito, invece, il leader di Azione, Carlo Calenda, che in un post su X ha criticato l’attenzione prestata al caso: “Fare i guardoni nelle camere da letto altrui, con una buona dose di sessismo, è indegno della politica e del giornalismo. Continuate a nuotare in questo mare di fango mentre il mondo va a fuoco”.

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