01 Apr, 2026 - 16:05

Cefalù, arrestato il "santone" della comunità del bosco di Gibilmanna: ecco di che cosa è accusato

Cefalù, arrestato il "santone" della comunità del bosco di Gibilmanna: ecco di che cosa è accusato

È stato arrestato nelle scorse ore Shanti Mark Ravikiran Koppikar, il 59enne indo-tedesco considerato a capo della comunità di quindici persone - tra cui due bambini - scoperta qualche giorno fa nell'area boschiva di Gibilmanna, a pochi chilometri da Cefalù, nel Palermitano. L'accusa è di maltrattamenti su minori in concorso. 

La scoperta della comunità del bosco

Tutto è partito dalla segnalazione di qualcuno che riferiva della presenza di un gruppo di italiani e stranieri con bambini rifugiatosi in un casolare abbandonato nel bosco. La Procura per i minorenni di Palermo, guidata da Claudia Caramanna, si è attivata subito, recandosi sul posto insieme alla polizia giudiziaria.

È stato così scoperto, tra la vegetazione, l'edificio adibito a rifugio, privo di elettricità e altri servizi essenziali. All'interno c'erano quindici persone, perlopiù tedesche e inglesi. Ma c'erano, soprattutto, due bambini di 7 e 11 anni, figli della stessa madre, una giovane siciliana seguace del santone, ora indagata.

Il servizio dedicato alla vicenda dalla trasmissione Rai "La Vita in Diretta" lo scorso 26 marzo 2026. 

L'isolamento dei due bambini presenti

Secondo gli accertamenti, i bimbi non frequentavano la scuola, né erano mai stati vaccinati, vivendo nelle stesse condizioni - precarie - degli adulti: dormendo su materassini ammuffiti, senza mangiare a sufficienza, costretti addirittura a svolgere ronde notturne attorno al casolare per controllarlo e segnalare la presenza di eventuali estranei. Un quadro "gravissimo", che ha spinto la Procura ad allontanare i minori e ad affidarli ai nonni materni a tutela della loro incolumità.

L'arresto del "santone" e le accuse  

Oggi l'ulteriore svolta, con l'arresto, disposto dalla Procura di Termini Imerese, di Koppikar, "guida" del gruppo. L'accusa è di maltrattamenti su minori, contestata in concorso.

Stando a quanto ricostruito finora, l'uomo avrebbe esercitato un forte controllo sui suoi adepti, vivendo, nei suoi periodi in Sicilia, in una villa - dotata di tutti i comfort - presa in affitto. 

Il gip ha già convalidato il fermo, disponendo anche la custodia cautelare in carcere per il pericolo di fuga. Le indagini, intanto, proseguono. 

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