01 Apr, 2026 - 15:20

Taglio accise benzina fino a quando? Meloni e Giorgetti al lavoro per la proroga: ecco cosa sappiamo

Taglio accise benzina fino a quando? Meloni e Giorgetti al lavoro per la proroga: ecco cosa sappiamo

Nel governo si cercano le risorse per prolungare il taglio delle accise su benzina e gasolio in scadenza il prossimo 7 aprile.

Palazzo Chigi sarebbe, infatti, intenzionato a prorogare la misura varata lo scorso 18 marzo per far fronte all'aumento del costo dei carburanti dovuto alla crisi iraniana e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

La questione sarà sul tavolo del Consiglio dei Ministri in programma venerdì 3 aprile. Secondo fonti di governo, la premier Giorgia Meloni sarebbe in contatto con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, per definire gli aspetti tecnici ed individuare le risorse necessarie. 

Il nodo, infatti, è tutto economico: il primo taglio è costato alle casse dello Stato 600 milioni di euro e ha avuto un impatto molto limitato sui prezzi alla pompa poiché lo sconto sulle accise è stato velocemente assorbito dagli aumenti a monte.

Non si conoscono al momento dettagli certi circa la durate e l'entità del nuovo provvedimento al vaglio dell'esecutivo. Il primo prevedeva uno sconto di 25 centesimi sulla benzina e di 12 sul gasolio per la durata di 20 giorni.

Taglio accise benzina fino a quando? Il governo al lavoro per la proroga 

Il taglio delle accise sulla benzina e il gasolio disposto dal Dl Carburanti approvato lo scorso 18 marzo in Consiglio dei Ministri è tutt'ora in vigore e lo sarà fino al 7 aprile, quando scadranno i 20 giorni previsti dal governo.

Dopo tale data, senza un nuovo intervento da parte dell'esecutivo, la riduzione non sarà più operativa e sul costo dei carburanti torneranno a gravare le imposte statali.

Nonostante lo sconto sulle tasse, costato 600 milioni di euro alle casse statali, il prezzo dei carburanti non ha mai smesso di aumentare assorbito dai costanti rialzi dei prezzi al barile.

Oggi, mercoledì 1 aprile 2026, i prezzi medi nazionali sono ulteriormente aumentati, secondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha aumentato di 1,5 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio; per Q8 registriamo un rialzo di tre centesimi sul gasolio; per Tamoil +2 sulla benzina e +4 sul diesel.

L'impatto delle misure governative non ha prodotto risultati apprezzabili sul lungo termine, ma le associazioni di categoria temono che in caso di mancato rinnovo del taglio il prezzo dei carburanti finirebbe per schizzare in maniera incontrollabile verso l'alto. 

Nuovo Dl Carburante in vigore dall'8 aprile: il governo cerca i fondi

Il governo sta valutando in queste ore l'ipotesi di rinnovare la misura per far fronte al perdurare della crisi nel Golfo Persico.

Secondo indiscrezioni riportate da AdnKronos, l'esecutivo starebbe pensando ad un nuovo decreto - effettivo a partire dall'8 aprile - con l'estensione del taglio delle accise per un periodo almeno pari a quello del primo (20 giorni) arrivando quindi a fine aprile, nella speranza che il conflitto iraniani si sia avviato verso la risoluzione.

La riduzione dovrebbe essere pari a quella in vigore in questi giorni con un costo per lo Stato che si aggira intorno ai 500 milioni di euro. 

Resta il nodo delle coperture, che Giorgia Meloni starebbe valutando insieme al Ministro Giorgetti. Tra le ipotesi quella di attingere dal fondo di 1,3 mld previsto dalla Legge di Bilancio per il Piano Transizione 5.0, al quale poi sono stati destinati 'solo' 537 milioni.

Fratoianni (AVS): "Misura inutile, intervenire sugli extraprofitti"

Il rinnovo del taglio delle accise è chiesto da tutte le associazioni di categoria. Per il Codacons la proroga della misura è inevitabile. Per Assoutenti, il taglio delle accise è un provvedimento che il governo "deve assolutamente prorogare, assieme a misure in favore dell’autotrasporto”.

Per il leader di AVS, Nicola Fratoianni, tuttavia, prorogare il taglio delle accise è "un'idiozia" perché "inutile" e comporterebbe ancora "più tagli alla spesa pubblica" per uno "sconto di cui nessuno si è accorto". La soluzione per Fratoianni sarebbe nella tassazione degli extraprofitti.

virgolette
Quello che Meloni non dice è che ci sarebbe un'altra strada: tassare chi specula e sta facendo enormi profitti grazie alla guerra. Come le compagnie petrolifere ed energetiche, come le fabbriche di armi. Dovrebbero essere loro a pagare, non i cittadini. Meloni invece preferisce ridurre i suoi cittadini sul lastrico piuttosto che tassare chi specula sulla guerra e ha le tasche piene.

Ha concluso il leader di centrosinistra

 

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