Vi ricordate il film di Spielberg con DiCaprio e Hanks, presentato come “basato sulla vera storia del truffatore Frank Abagnale Jr.”?
Si chiama “Prova a prendermi” (in originale “Catch Me If You Can”), è uscito nel 2002, e ad ogni visione è pronto a mostrarci l’immagine del genio della truffa interpretato da un brillante DiCaprio in grado di fingersi di tutto: pilota Pan Am, medico, avvocato e persino professore universitario, inseguito in tutto il mondo dall’agente dell’FBI interpretato da Tom Hanks.
Ma negli ultimi anni una serie di ricerche e un libro-inchiesta hanno iniziato a smontare, pezzo dopo pezzo, il mito costruito da Abagnale su se stesso, mettendo in dubbio molte delle imprese raccontate nel film e nel libro da cui questo è tratto. Ma andiamo per gradi.
Il trailer del film di seguito:
Il film di Spielberg del 2002 si basa sul libro “Catch Me If You Can”, le memorie di Frank Abagnale Jr. scritte insieme al giornalista Stan Redding e pubblicate nel 1980.
In quelle pagine Abagnale racconta di aver iniziato a truffare giovanissimo, di aver incassato milioni di dollari in assegni falsi e di aver vissuto anni sotto identità inventate, spacciandosi per pilota della Pan Am, pediatra in un ospedale della Georgia, avvocato in Louisiana e docente universitario. Per molto tempo nessuno ha davvero messo in discussione questa versione, tanto che lui stesso, in più occasioni, ha sostenuto che il film sarebbe “accurato all’80–90%” rispetto a quanto gli sarebbe realmente successo.
La narrazione del film, e quindi dello stesso Abagnale, ha iniziato a scricchiolare quando giornalisti e ricercatori hanno provato a incrociare le sue affermazioni con documenti ufficiali: archivi giudiziari, registri carcerari, risposte di compagnie aeree, ospedali e università.
Il libro “The Greatest Hoax on Earth” di Alan C. Logan e diversi articoli (a partire da Esquire) sostengono che molte delle imprese più spettacolari di Abagnale non trovano riscontro, a cominciare dalla carriera da pilota Pan Am: la compagnia non ha trovato tracce di lui nei propri archivi, se non come truffatore che tentava di incassare assegni, non certo come dipendente o “falso pilota” che volava gratis in giro per il mondo.
Anche la parte del medico e dell’avvocato, secondo queste versioni, sarebbe stata enormemente esagerata o del tutto inventata: esistono prove delle sue truffe con assegni e di alcuni episodi di falsa identità, ma non di intere carriere vissute sotto mentite spoglie per mesi. Inoltre, i documenti mostrano che Abagnale ha passato periodi significativi in carcere tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, riducendo di molto l’arco temporale in cui avrebbe potuto mettere a segno tutte le imprese che rivendica nel libro.

Immagine tratta direttamente dal trailer "Prova a prendermi"
A prescindere dalle leggende, comunque, alcune cose su Frank Abagnale, così come le vediamo nel film, sono però confermate. Nato nel 1948, cresce in una famiglia newyorkese, i genitori si separano e inizia presto a combinare pasticci falsificando assegni e manipolando i sistemi bancari per incassare più denaro del dovuto. Le sue truffe con gli assegni sono reali e documentate, così come il fatto che sia stato arrestato in Francia nel 1969, poi detenuto in Svezia e infine estradato negli Stati Uniti, dove ha affrontato diverse condanne prima di ottenere la libertà condizionale nel 1974.
Da lì in poi, si ricicla come consulente di sicurezza e speaker motivazionale, e collabora per davvero con aziende e istituzioni sui temi della frode, ma costruisce al tempo stesso una carriera basata proprio sulla versione romanzata del suo passato criminale.