“Conte a tavola con l’amico di Trump”: ha titolato così oggi Libero, lanciando lo scoop sull’incontro riservato avvenuto ieri tra il leader del Movimento 5 Stelle e Paolo Zampolli, imprenditore vicinissimo a Donald Trump, di fatto un suo ambasciatore informale.
L’incontro, avvenuto in un ristorante romano, si sarebbe svolto a pranzo, come testimoniato dalle foto scattate dal giornalista Fausto Carioti.
Il colloquio non è passato inosservato, anzitutto per un motivo: la discordanza tra la linea pubblica tenuta dal M5S, estremamente critica rispetto alla politica estera Usa e alle scelte di Trump, e l’opportunità di incontri riservati con una delle figure più vicine al presidente statunitense. Alle osservazioni di chi ha sottolineato questa incongruità, Conte ha replicato oggi con una dura risposta al direttore di Libero, Mario Sechi.
In questa, il leader del M5S ha replicato a quelle che sono state definite “offensive accuse e scorrette insinuazioni”, sottolineando la natura pubblica dell’incontro, avvenuto su “precisa richiesta del sig. Zampolli, avanzata con lettera formale”, con le credenziali ufficiali di “Special Envoy of the President Trump for Global Partnerships”.
Per comprendere perché l’incontro tra Giuseppe Conte e Zampolli stia suscitando così tanto clamore è bene tuttavia inquadrare la figura dell’imprenditore italo-americano.
Imprenditore, Paolo Zampolli è stato nominato da Donald Trump Rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali. Tra i due vi è però più di un mero rapporto politico e diplomatico: Zampolli è da moltissimi anni uno stretto amico del presidente americano. È stato lui, ad esempio, a presentare a Trump Melania Trump (all’epoca Melania Knauss), partecipando anche alle nozze tra i due.
Nei giorni scorsi, Zampolli era peraltro già entrato nel dibattito pubblico per aver querelato per diffamazione Fedez e Mr. Marra, che nel loro podcast Pulp avevano riferito di un coinvolgimento dell’imprenditore negli Epstein Files.
Attivo come “inviato speciale per l’Italia” – nomina mai certificata formalmente – di Donald Trump anche nel primo mandato presidenziale, Zampolli esercita da anni un ruolo informale di mediazione e rappresentanza. Non a caso, un anno fa è stato ricevuto al Ministero dei Trasporti anche da Matteo Salvini.
Stando alla versione di Conte, l’incontro tra i due sarebbe avvenuto su specifica richiesta di Zampolli. I motivi, tuttavia, non sono noti. Nella sua lettera a Mario Sechi, infatti, il leader del M5S ha solo affermato di aver ribadito all’inviato statunitense le sue posizioni e quelle del Movimento in politica estera.
“Ho incaricato il sig. Zampolli di riferire al presidente Trump, da parte mia, che considero questi attacchi all’Iran completamente contrari al diritto internazionale, per cui vanno fermamente condannati e – per quanto sta in me – non potranno mai avere il sostegno dell’Italia”, ha detto Conte, sottolineando di aver ribadito la sua contrarietà all’uso di basi italiane per la guerra in Iran e la convinzione che il conflitto vada fermato.
La versione del leader M5S, tuttavia, non ha spento la polemica. In molti hanno rievocato Conte, nel 2020 premier, con Trump durante il suo primo mandato presidenziale mandato. Una vicinanza suggellata da quel tweet del presidente americano, rimasto indimenticabile dal refuso sul nome di Conte, Giuseppi:
La pubblicazione della notizia ha fatto scoppiare immediatamente il caos. “Non capisco la sorpresa per un leader di un movimento di destra che incontra l’emissario di un Presidente di destra”, ha commentato il senatore del Pd, Filippo Sensi, esponente dell’ala riformista del partito, da sempre scettica sull’avvicinamento al Movimento 5 Stelle, ritenuto un partito ambivalente nelle posizioni di politica estera.
“Conte è questa roba qui, concavo e convesso”, ha scritto invece Carlo Calenda. “Scodinzolante con Trump e con Putin e pronto a dire tutto e il contrario di tutto a seconda delle convenienze. Nessun valore, nessun senso dell’onore. Che brutta fine, amici ‘progressisti’”.
Critiche a Conte sono arrivate anche dalla maggioranza di centrodestra. “Di giorno anti americano e pacifista, di notte incontra uomini di fiducia del Presidente Trump. Ecco il vero volto di Giuseppe Conte: opportunista e incoerente!” ha scritto Forza Italia sui suoi profili social.
"Assistiamo a un doppio standard" ha detto alla Camera il deputato di FdI Galeazzo Bignami. "Si va in piazza a manifestare contro gli Stati Uniti e gli Usa ma poi si va a pranzo con l’emissario speciale di Trump, ovviamente chiusi in una stanza come al solito", ha detto riferendosi agli anni della pandemia.