L’Università Niccolò Cusano consolida la propria presenza nel dibattito scientifico internazionale sui processi di trasformazione digitale con una nuova pubblicazione sul prestigioso journal internazionale Journal of Engineering and Technology Management, (CiteScore 6.7; Impact Factor 3.9) edita da Elsevier e riconosciuto journal di classe A secondo l’ANVUR.
La ricerca dal titolo “When Algorithms Become Travel Planners: Benchmarking Agentic AI in Web 3.0 Tourism” è stata curata da Marco Valeri e Alessandra Vitale (Unicusano), Samiha Chemli (University of Deusto, Spagna) e Shekar (Jindal Global Business School, India) e si pone l’obiettivo di analizzare il ruolo strategico dell’intelligenza artificiale nella pianificazione dei viaggi e nella selezione delle esperienze turistiche.
Il lavoro affronta infatti un tema destinato ad avere implicazioni profonde sia sul piano manageriale sia su quello istituzionale: cosa accade quando gli algoritmi iniziano a comportarsi come veri e propri travel planner autonomi?
Negli ultimi anni il turismo ha assistito a una progressiva evoluzione degli strumenti digitali: dai portali di prenotazione del Web 2.0, basati soprattutto su ricerca, comparazione e recensioni, si è passati ai sistemi di AI generativa, capaci di produrre suggerimenti e itinerari testuali personalizzati. Oggi, però, si sta affermando una nuova frontiera, quella dell’Agentic AI, ossia sistemi di intelligenza artificiale dotati di maggiore autonomia operativa, in grado non solo di rispondere a richieste, ma di organizzare processi, prendere decisioni sequenziali e costruire soluzioni più articolate.
La ricerca parte proprio da questa trasformazione e si pone una domanda: una maggiore autonomia algoritmica migliora davvero il livello di efficienza, sostenibilità e personalizzazione della pianificazione turistica? Una maggiore autonomia algoritmica, al contrario, rischia di aumentare opacità, squilibri e bias/distorsioni?
La studio cerca di rispondere a queste domande sviluppando una comparative performance analysis finalizzata a generare cinque diversi itinerari di viaggio, applicando tre diversi sistemi: Agentic AI, Generative AI e piattaforme Web 2.0.
Lo studio dimostra che l’Agentic AI, rispetto all’applicazione della Generative AI e piattaforme Web 2.0, non si è limitata a generare contenuti plausibili, ma ha dimostrato una maggiore capacità di costruire proposte di viaggio coerenti, realistiche e concretamente utilizzabili.
Infatti, il sistema di Agentic AI ha prodotto gli itinerari più fattibili, verificabili e sensibili al contesto, superando gli altri modelli in alcune dimensioni centrali della pianificazione di viaggio quali: ottimizzazione dei costi, efficienza temporale, sostenibilità delle soluzioni proposte, capacità di gestire vincoli specifici e personalizzazione contestuale degli itinerari
Quali sono le implicazioni di policy che si possono trarre dalla ricerca?
Se l’intelligenza artificiale è destinata a diventare un intermediario sempre più influente nella selezione di destinazioni, attività, strutture ricettive e servizi, allora diventa essenziale interrogarsi su quali soggetti riescano effettivamente a entrare nel perimetro di visibilità degli algoritmi e quali, invece, rischino di restarne esclusi.
L’efficacia dei sistemi AI, afferma Marco Valeri, dipende anche dalla disponibilità, accessibilità e leggibilità dei dati in formato machine-readable. Quando le informazioni non sono facilmente interpretabili dalle tecnologie intelligenti, il rischio è rafforzare gli squilibri già esistenti: maggiore visibilità per gli attori più strutturati sul piano digitale e minori opportunità per piccole imprese, operatori locali e fornitori meno presenti negli ecosistemi online.
È in questo passaggio che il lavoro assume una rilevanza strategica anche per il settore pubblico: sarà necessario promuovere una collaborazione più stretta tra policy maker, imprese e piattaforme digitali, con l’obiettivo di rendere i dati delle attività turistiche, soprattutto quelle più piccole o radicate nei territori, più accessibili, interoperabili e leggibili per i sistemi di intelligenza artificiale.
In questa prospettiva, la trasformazione digitale del turismo non riguarda soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma anche la governance dei criteri attraverso cui si costruiscono visibilità, accesso e inclusione nei nuovi ecosistemi algoritmici. Pertanto, lo studio apre una riflessione più ampia sul futuro del turismo digitale, con particolare attenzione ai processi di innovazione e alle loro ricadute organizzative, territoriali e istituzionali.
Se gli algoritmi diventeranno sempre più capaci di pianificare, selezionare e gerarchizzare le opzioni di viaggio, allora la questione non sarà solo quanto siano efficienti, ma anche quali modelli di turismo contribuiranno a rendere competitive le destinazioni turistiche.
L’Agentic AI emerge così come una frontiera promettente, ma anche come un terreno che richiede nuove regole, nuovi dati e nuove forme di coordinamento tra innovazione tecnologica e interesse collettivo.