Continuano i lavori della Commissione d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid-19 in Italia. Nell'ultima seduta, i commissari di maggioranza e opposizione hanno proseguito con le audizioni relative al filone degli effetti avversi da vaccino anti Sars Cov-2.
I lavori di - lunedì 30 marzo - si sono concentrati soprattutto sui decessi correlati alla somministrazione dei sieri.
È stato ascoltato l'avvocato Valerio Messina per l'associazione IDU (Istanza Diritti Umani) di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta.
Secondo quanto riferito dal rappresentate dell'IDU, attualmente in Italia - tra Sicilia e Liguria - sarebbero almeno 20 i casi di danno da morte per i quali è stata riconosciuta la correlazione tra evento dannoso e vaccinazione. Tutti casi già indennizzati dalla giustizia amministrativa, ma non da quella penale o civile, dove le cause intentate dai parenti dei danneggiati sarebbero state tutte archiviate.
E' il paradosso evidenziato dall'avvocato Messina nel corso dell'audizione di ieri dinanzi alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid-19 in Italia: nonostante la certificazione di una correlazione tra vaccino e decesso, i procedimenti penali finora istruiti sarebbero stati tutti archiviati perché di fatto non si riesce ad individuare un responsabile dell'eventuale reato.
L'avvocato ha premesso che nei casi di morte post-vaccino non è previsto che si indaghi sulle responsabilità dei produttori degli stessi.
C'è poi il percorso della giustizia civile che - come evidenziato dall'audito - è ancora poco battuto. Al momento i procedimenti pendenti di questo tipo sono due, in uno dei quali è stata avanzata richiesta di risarcimento contro il produttore del vaccino.
L'avvocato ha spiegato che le istanze penali iniziano tutte con una querela di parte che porta in prima istanza ad una relazione dei periti che certificano l'esistenza di un nesso causale tra l'evento dannoso e l'inoculazione del vaccino.
Nei casi di morte post-vaccino, ha chiarito l'avvocato dell'IDU, non ci sono approfondimenti sulle responsabilità del produttore, ma solo sui sanitari che hanno somministrato il vaccino e quelli che hanno avuto in cura la vittima successivamente alla presentazione dell’evento avverso.
I procedimenti alla fine vengono archiviati per "mancanza dell'elemento soggettivo del reato". In altre parole non si riesce ad individuare in capo a chi versino le responsabilità.
La seconda parte dell’audizione si è concentrata sulla tipologia degli effetti avversi patiti dalle vittime e i differenti sintomi in relazione ai diversi vaccini somministrati. L’avvocato ha riferito soprattutto della trombosi con sindrome trombocitopenica di cui si è occupato nei casi da lui seguiti.
Un ultimo focus, infine, ha riguardato le difficoltà di molti vaccinati a farsi riconoscere il danno subito, anche dinanzi - secondo quanto affermato dall'avvocato Messina - a evidenze chiare e di conseguenza le difficoltà a vedersi riconosciuto un adeguato risarcimento danni in sede civile.
Ecco nel dettaglio il racconto del rappresentante dell'IDU in Commissione Covid.