La notizia della mancata concessione della base italiana di Sigonella per l'atterraggio di aerei americani impegnati nelle operazioni nel Golfo Persico ha aperto un nuovo fronte di scontro tra maggioranza e opposizione.
La notizia, diffusa in esclusiva questa mattina dal Corriere della Sera e confermata in tarda mattinata da Palazzo Chigi, è stata accolta favorevolmente dal centrosinistra che però non si accontenta del 'No' a Sigonella, ma vuole che il governo prenda un impegno chiaro sull'utilizzo futuro delle basi Nato in Italia.
Chiedono, quindi, che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, vadano in Parlamento per confermare il No a qualsiasi futura richiesta del governo americano di utilizzo delle basi.
Non una decisione sporadica, ma una linea politica chiara. Una richiesta che ha anche l'obiettivo di mettere all'angolo l'esecutivo, sempre più in bilico tra l'esigenza di tutelare i rapporti con gli Stati Uniti e il crescente malumore del Paese, preoccupato per la guerra e per le conseguenze economiche di quest'ultima.
Il senso di responsabilità e la correttezza della decisione del governo di non concedere l'uso della base siciliano sono invece enfatizzati nei commenti del centrodestra.
Per la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, quanto accaduto venerdì sera è la prova che il governo americano intende utilizzare l'Italia "come piattaforma per la guerra in Medio Oriente".
E' per questa ragione che negare l’autorizzazione da parte dell’Italia all'utilizzo delle basi Nato non può essere una decisione sporadica, ma deve diventare una linea politica da sostenere anche in caso di "future improprie richieste dal comando Usa".
Una richiesta a cui aggiunge anche il Movimento 5 Stelle, che definisce 'molto grave' il fatto che gli USA non abbiano chiesto al governo l'autorizzazione per il transito dei loro aerei a Sigonella.
Dichiarano i capigruppo M5S in commissioni Difesa di Camera e Senato, che definiscono "doveroso lo stop di Crosetto", a cui chiedono di andare in Aula per "spiegare esattamente cos'è accaduto venerdì notte, se veramente non c'è stata nessuna richiesta di autorizzazione da parte Usa e di quali velivoli si trattava, se F-15 o altri".
Anche per il leader di Avs, Angelo Bonelli, lo stop per Sigonella è stato un "atto dovuto", ma chiede al governo di fare un ulteriore passo in avanti.
Il leader di Azione, Carlo Calenda, definisce 'giusto e corretto' non aver consentito l'uso di Sigonella.
Le voci del centrodestra sottolineano la coerenza e la serietà del governo.
Ha detto Raffaele Nevi che ha sottolineato:
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, che ha sottolineato che "l’Italia non è in guerra con l’Iran e non vuole entrarci ed è giusto che ogni decisione in deroga ai trattati vigenti debba essere approvata dal Parlamento”.
Per il generale Roberto Vannacci il governo ha preso la decisione giusta a non concedere le basi se la "richiesta usciva da quell'impianto dei trattati autorizzati sino ad oggi, quindi se lo ha fatto perché queste erano le condizioni, secondo me ha fatto bene".