31 Mar, 2026 - 14:14

Urso annuncia l’accordo con la Nasa per la corsa alla Luna. Il ministro negli Usa dopo giorni tesi

Urso annuncia l’accordo con la Nasa per la corsa alla Luna. Il ministro negli Usa dopo giorni tesi

Mentre da giorni si rincorrono le voci su un suo possibile passo indietro da ministro delle Imprese e del Made in Italy – e su una possibile “migrazione” verso il ministero del Turismo – Adolfo Urso si trova negli Stati Uniti per una missione istituzionale.

Proprio da Washington, il ministro ha annunciato oggi una collaborazione tra Italia e Usa per una “nuova grande avventura spaziale” che porterà sulla Luna il primo astronauta italiano. Non solo: l’Italia avrà un ruolo da protagonista nella missione, con alcune imprese del distretto industriale di Torino impegnate nella costruzione del primo modulo abitativo lunare.

Urso: “Italia protagonista nella corsa allo spazio”

“Pensate cosa possa significare nell’immaginario collettivo del nostro Paese e nel dare forza alle nuove generazioni. L’Italia è una grande potenza tecnologica e un protagonista nella storia dello spazio”, ha detto Urso con orgoglio, annunciando la cooperazione industriale e tecnologica tra Italia e Stati Uniti.

L’amministrazione Trump sta infatti lavorando a un nuovo allunaggio, con l’obiettivo di stabilire una presenza stabile sulla Luna attraverso un modulo abitativo della Stazione spaziale permanente, il tutto entro i prossimi 7-10 anni. A questa impresa contribuiranno anche aziende italiane. “Siamo particolarmente soddisfatti per questo riconoscimento”, ha aggiunto il ministro. “L’Italia collaborerà con gli Stati Uniti perché dispone di un patrimonio di imprese e tecnologie unico al mondo”.

Spazio, energia e materie prime: la missione di Urso negli Usa

Il ministro ha incontrato stamattina l’amministratore della Nasa, Jared Isaacman. Il colloquio, ha riferito Urso, è stato anche l’occasione per “confermare e rafforzare la cooperazione bilaterale fra la Nasa e l’Agenzia Spaziale Europea” e per lavorare con i rappresentanti statunitensi “sulla questione delle materie prime critiche e dei rifornimenti energetici del nostro Paese”, attraverso l’istituzione “di un gruppo di lavoro bilaterale con gli Stati Uniti”.

Sul tavolo anche la cooperazione sul nucleare di ultima generazione, che il Governo intende sviluppare per aumentare la capacità energetica del Paese e accompagnare l’Italia nel processo di affrancamento dalla dipendenza dai fossili. Un dossier che, come noto, è diventato negli ultimi anni sempre più centrale dopo gli shock causati prima dalla guerra in Ucraina e poi dalla guerra in Iran.

Urso tra missione e tensioni nel governo

Se il ministro è pienamente impegnato nella missione istituzionale negli Stati Uniti, in Italia – e nelle aule dei palazzi romani – non si fermano le riflessioni sul suo futuro politico. Anche Urso, infatti, rischia di essere travolto dall’onda lunga della crisi che ha investito il governo dopo la sconfitta referendaria.

Da giorni circola con insistenza l’ipotesi di dimissioni dal Mimit, anche alla luce dello spazio apertosi dopo l’uscita di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo. In questo scenario, Urso potrebbe essere ricollocato, lasciando così un dicastero chiave su cui Meloni intende imprimere una svolta – il dossier economico è oggi tra le priorità della premier – e venendo “trasferito” al Turismo senza una vera e propria sconfessione politica.

Il tavolo per superare lo scontro con Confindustria

Ad alimentare i dubbi sulla posizione del ministro Urso, negli ultimi giorni, è stato anche il pasticcio su Transizione 5.0. Una vicenda di cui il titolare del Mimit non è certo l’unico responsabile – rilevanti, infatti, le responsabilità di Giorgetti, che all’interno del governo ha un peso indubbiamente maggiore – ma che rischia comunque di pagare, almeno sul piano dell’immagine.

Il taglio retroattivo del 65% degli incentivi, introdotto con il nuovo decreto fiscale, ha innescato un durissimo scontro tra il ministero e Confindustria e le principali associazioni di settore. Queste hanno accusato il Governo di aver “minato profondamente la fiducia delle imprese nelle istituzioni”, scoraggiando chi “vorrebbe continuare a fare impresa in Italia”.

Sul dossier sono ora al lavoro Mef, Mimit e Palazzo Chigi, nel tentativo di ricucire lo strappo e individuare una soluzione condivisa insieme alla stessa Confindustria: un tavolo di confronto è stato convocato per domani.

 

LEGGI ANCHE