L’Unione europea ha deciso di prorogare le sanzioni contro l’Iran fino al 2027, confermando la propria linea dura. La decisione arriva in un contesto di crescente instabilità in Medio Oriente, segnato dagli attacchi del 28 febbraio e dalla crisi regionale che ne è seguita. Bruxelles rafforza così la pressione diplomatica su Teheran mentre le tensioni continuano.
Il Consiglio europeo ha deciso, il 30 marzo 2026, di prorogare le sanzioni contro l'Iran. Le sanzioni dell'UE contro l'Iran sono estese fino al 13 aprile 2027, citando "gravi violazioni dei diritti umani" nel paese.
Queste sanzioni prevedono diversi strumenti restrittivi, tra cui il divieto di viaggio, il congelamento dei beni, il divieto di esportazione e il divieto di trasferimento di fondi.
Durante l’ultima revisione delle sanzioni, il Consiglio dell’UE ha deciso di togliere dalla lista una persona perché deceduta. Attualmente, la lista delle sanzioni include 262 persone fisiche e 53 entità.
L'Unione europea ha introdotto le sanzioni contro l'Iran per la prima volta nel 2011, citando "gravi abusi e violazioni dei diritti umani". Bruxelles ha adottato ulteriori pacchetti e, soprattutto dal 2022, ha inasprito le misure restrittive.
Il 9 gennaio 2026, mentre erano in corso le proteste antigovernative in Iran, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri ha rilasciato una dichiarazione condannando l’uso della violenza da parte delle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti. L’UE ha, inoltre, chiesto l’immediato rilascio di tutte le persone detenute per aver esercitato i propri diritti fondamentali e ha invitato Teheran a rispettare i propri obblighi internazionali e a tutelare pienamente i diritti alla libertà di associazione, espressione e riunione pacifica.
Gli attacchi aerei congiunti lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio hanno innescato una nuova fase di instabilità in Medio Oriente.
Teheran ha risposto lanciando rappresaglie contro diversi paesi nella regione. Mentre si parla di un'apertura diplomatica tra le parti, la crisi appare lontana da essere conclusa.
La recente decisione di Bruxelles si inserirebbe in una strategia più ampia volta a esercitare pressione diplomatica su Teheran, mentre la comunità internazionale monitora l’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e i suoi effetti sulla stabilità regionale.