30 Mar, 2026 - 17:20

"È l’ultima battuta?" è una storia vera: chi è il comico che ha ispirato il film

"È l’ultima battuta?" è una storia vera: chi è il comico che ha ispirato il film

“È l’ultima battuta?” di Bradley Cooper è un film che parte da una domanda semplice – può una crisi (sia personale sia di coppia) essere uno spunto per l'inizio di una nuova vita? In questo caso la risposta è sì.
Un mondo corrosivo, tenero, quello della stand-up comedy. Ci viene mostrato attraverso la storia di un uomo di mezza età che, completamente travolto e svuotato da un matrimonio ridotto ormai in frantumi e da un lavoro che non sente più suo, sale per caso (e nemmeno in stato di lucidità) su un palco aperto e scopre che raccontare le proprie ferite può essere la via per ricominciare.

Cooper costruisce così una commedia dal gusto agrodolce e mette insieme diversi elementi e temi vincenti.
C'è il romanticismo, l'eroe attraversa un disagio esistenziale e, allo stesso tempo, ci vengono presentati ritmi e dinamiche del mondo dei club comici.
Il tutto lascia allo spettatore la sensazione che non sia soltanto frutto di un'invenzione cinematografica.
Prima dei titoli di coda, infatti, guardando il film si legge "ispirato a una storia vera."

La regia insiste sul dietro le quinte: camerini stretti, tavolini appiccicosi dei club, prove infinite, set che vanno male davanti a poche decine di persone. Il mondo della stand-up non è glamour, è anzi realistico, anche grazie alla presenza di veri comedian come Chloe Radcliffe e Jordan Jensen, chiamate per rendere più credibili le dinamiche e i tempi comici.

Il film sarà disponibile nelle sale italiane dal 2 aprile 2026.

“È l’ultima battuta?”, la vera storia dietro il film

“È l’ultima battuta?” non nasce dal nulla: è dichiaratamente ispirato alla vita del comico inglese John Bishop, al quale il film riconosce anche il credito per il soggetto. Bishop, originario di Liverpool, ha iniziato davvero la carriera da stand-up in piena crisi matrimoniale, dopo essersi separato dalla moglie Melanie e aver attraversato un periodo di grande insoddisfazione (sia dal punto di vista della vita privata che professionale).
Durante una serata open mic in un locale di Manchester, si iscrisse alla lista dei comici pensando che non sarebbe mai arrivato il suo turno; in un club quasi vuoto, venne invece chiamato sul palco e quella prova improvvisata cambiò la direzione della sua vita.

Anche la riconquista della moglie trova spazio nel film: Bishop ha raccontato che uno dei suoi set più forti era proprio incentrato sulla ex moglie che ancora amava, e che quella sincerità feroce fu parte del percorso che li portò a riavvicinarsi. Nel film, in modo sicuramente romanzato, la stand-up è una terapia personale e anche un linguaggio per riaprire un dialogo sentimentale con la moglie e infatti anche qui, un particolare numero incentrato tutto sui litigi con la moglie di Alek Novak (interpretato da Will Arnett), diventa decisivo per una svolta.

Ecco il trailer che ci aiuta ad entrare nell'atmosfera del film:

Come Bradley Cooper ha scoperto la storia di John Bishop

Il ponte tra Hollywood e la scena comica britannica allora qual è? Will Arnett. Secondo quanto rivelato da Bishop e confermato dalla comedian Chloe Radcliffe, Arnett e Bishop si conobbero a una cena (altre fonti parlano di un incontro su una barca ad Amsterdam) e l’attore rimase folgorato dal racconto di come Bishop aveva iniziato a fare stand-up durante il divorzio. Arnett pensò subito che quella storia avesse il potenziale per diventare un film e iniziò a svilupparla insieme a Bishop e allo sceneggiatore Mark Chappell, fino a coinvolgere Cooper nella regia e nella scrittura.

Bradley Cooper ha spiegato che il “nucleo” del film è proprio l’aneddoto di Bishop: un uomo qualunque che si ritrova, quasi per caso, sotto i riflettori e scopre una nuova versione di sé. Il regista si è innamorato non solo di quella svolta biografica, ma anche dell’energia dei comedy club newyorkesi, che ha voluto ricostruire con cura praticamente maniacale, coinvolgendo per questo veri stand-up per assicurare autenticità al palco, con tanto di battute e silenzi imbarazzati.

LEGGI ANCHE