L’isola di Kharg resta un nodo strategico nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. La sua posizione e il ruolo chiave nelle esportazioni petrolifere la rendono un obiettivo particolarmente delicato per eventuali operazioni militari. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ipotizzato la possibilità che Washington possa impadronirsi del petrolio iraniano, riaccendendo i timori di un’ulteriore escalation nella regione.
L'isola di Kharg resta al centro dell'attenzione nella crisi in Medio Oriente.
Il 28 febbraio, gli attacchi israelo-americani hanno colpito diversi obiettivi in Iran. In risposta, Teheran ha lanciato rappresaglie contro diversi paesi del Golfo e del Medio Oriente e ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz. La chiusura della vitale rotta commerciale ha portato ad un’impennata dei prezzi dell'energia e minaccia la sicurezza alimentare.
Gli Stati Uniti hanno già bombardato decine di obiettivi sull'isola di Kharg, il più grande terminal petrolifero iraniano, vitale per l'economia del paese.
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha superato il primo mese.
Negli ultimi giorni, il presidente americano, Donald Trump, ha parlato dei negoziati tra Washington e Teheran. Nonostante l'apertura alla diplomazia, l'amministrazione Trump aumenta la pressione sull'Iran inviando migliaia di soldati in Medio Oriente.
Il presidente americano è tornato a parlare dell'isola di Kharg. In un'intervista al Financial Times, Trump ha sollevato l'ipotesi che gli Stati Uniti possano "prendere il petrolio dell'Iran".
Trump ha aggiunto che valuta se impadronirsi dell'isola di Kharg e controllarla per un periodo prolungato:
Le dichiarazioni di Trump hanno avuto una risonanza mondiale e richiamato l’attenzione sulla precedente operazione statunitense a Caracas del 3 gennaio 2026. In quell’occasione, l’azione militare ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e ha aperto la strada al controllo statunitense dell’industria petrolifera venezuelana.
Circa il 90 per cento del petrolio iraniano destinato all’estero passa attraverso quest’isola. Conquistando Kharg, gli Stati Uniti potrebbero cercare di far collassare l’economia iraniana o ottenere maggiore pressione diplomatica sul regime. Inoltre, il controllo faciliterebbe la gestione delle esportazioni energetiche.
Un attacco potrebbe, però, provocare un’intensificazione degli scontri nel Golfo, con possibili ripercussioni globali su energia e commercio. Gli esperti avvertono che mantenere il controllo dell’isola sarebbe "disastroso" e potrebbe prolungare il conflitto per mesi senza alcuna prospettiva di soluzione.