30 Mar, 2026 - 12:00

“L’ora più buia” è una storia vera? Ecco come finisce il film

“L’ora più buia” è una storia vera? Ecco come finisce il film

E se la Seconda Guerra Mondiale fosse andata diversamente? “L’ora più buia” racconta la storia vera dei primi complicatissimi giorni di governo di Sir Winston Churchill come Primo Ministro della Gran Bretagna nel maggio 1940. 

Mentre l’avanzata nazista procedeva inarrestabile, Churchill fu costretto a scegliere tra negoziare la pace con Hitler o combattere, decidendo di resistere contro ogni previsione, durante la crisi di Dunkerque

Il film del 2017 diretto da Joe Wright si concentra proprio sul periodo che va dal 10 maggio al 4 giugno 1940, passato alla storia come “l'ora più buia” in cui la Gran Bretagna rischiò di essere invasa dai tedeschi.

Per quanto riguarda il finale, “L’ora più buia” finisce con il leggendario discorso del Primo Ministro alla Camera dei Comuni, che con la sua tenacia convinse il Parlamento a resistere contro la minaccia nazista di Hitler.

 

“L’ora più buia” è una storia vera?

Per chi si stesse chiedendo se il film “L’ora più buia” è ispirato a una storia vera, la risposta è sì. La pellicola con Gary Oldman racconta i giorni più difficili di Winston Churchill come Primo Ministro, quando si ritrovò a sfidare l’avanza nazista di Hitler in Gran Bretagna. 

Le decisioni e il coraggio di Churchill segnarono un momento di svolta cruciale per il destino della Seconda Guerra Mondiale. “L’ora più buia” quindi è ispirato a fatti storici reali, ma mescola verità e licenze creative per drammatizzare la crisi del gabinetto di guerra britannico nel maggio 1940. 

La nomina di Churchill come Primo Ministro dopo le dimissioni di Neville Chamberlain è un fatto passato alla storia, così come le pressioni per negoziare la pace con la Germania nazista tramite Mussolini, spinte da Lord Halifax e Chamberlain stesso. Tuttavia, scene iconiche come il viaggio in metropolitana di Churchill per consultare il popolo comune sono pura finzione: non ci sono prove che sia mai accaduto, anche se riflette il suo legame con la popolazione britannica. 

Come finisce “L’ora più buia”? Spiegazione del finale

“L’ora più buia” finisce con il mitico discorso di Winston Churchill. Il Primo Ministro britannico il 4 giugno 1940, dopo aver rifiutato categoricamente i negoziati di pace durante una riunione infuocata del gabinetto, ha parlato coraggiosamente alla Camera dei Comuni. 

Dopo l’evacuazione di Dunkerque, Churchill ha annunciato la decisione di non arrendersi: la Gran Bretagna non sarebbe mai finita sotto l’egemonia nazista. Il Parlamento applaude in delirio dopo le parole del Primo Ministro: Halifax e Chamberlain chinano il capo, e Re Giorgio VI gli offre il suo sostegno. 

La Gran Bretagna sceglie la resistenza, cambiando per sempre il corso della storia e della Seconda Guerra Mondiale.

Di cosa parla il film? Trama e cast

Nel maggio 1940, mentre i nazisti dilagano in Europa, Neville Chamberlain (Ronald Pickup) si dimette dopo il disastro norvegese: spetta a Winston Churchill (Gary Oldman), il Primo Lord dell’Ammiraglianza, guidare la nazione.

Pressato da Halifax (Stephen Dillane) per raggiungere una pace che sarebbe stata umiliante, e da un re scettico (Ben Mendelsohn), Churchill lotta per la libertà del Regno Unito, incoraggiato dalla moglie Clementine (Kristin Scott Thomas) e dalla segretaria Elizabeth Layton (Lily James, ruolo fictionalizzato). 

La trama ruota attorno alle tre settimane dell’”ora più buia” della Gran Bretagna: dalla telefonata disperata a Roosevelt, ai dibattiti furiosi nelle War Rooms (scena inaccurata temporalmente), fino alla decisione di affrontare Hitler.

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