Il ministero degli Esteri polacco ha aggiornato al livello massimo l’avviso di viaggio per Cuba, invitando a evitare spostamenti verso l’isola caraibica. La decisione riflette il peggioramento di una crisi energetica ed economica che sta investendo l’intero paese. Questi sviluppi si inseriscono in un quadro internazionale sempre più teso.
Il ministero degli Esteri polacco ha elevato al massimo, il livello quattro, l’avviso di viaggio per Cuba, sconsigliando qualsiasi viaggio verso l’isola. Nel comunicato ufficiale si legge che la decisione è stata presa “a causa dell’aggravarsi della crisi energetica e dei carburanti, e quindi della difficoltà di fornire assistenza in situazioni di emergenza, delle restrizioni al trasporto aereo verso l’Europa, nonché del rischio di disordini sociali.”
⚠️Zmiana poziomu ostrzeżenia dla podróżujących na Kubę - MSZ odradza wszelkie podróże @MSZ_RP @PLinCuba pic.twitter.com/1Ry8bqzAxT
— Polak za granicą (@PolakZaGranica) March 27, 2026
Solo a metà febbraio il livello di allerta era stato innalzato al livello tre, con l’invito a evitare viaggi non essenziali. Tuttavia il rapido deteriorarsi della situazione, con problemi crescenti nell’erogazione di energia, blocchi nelle consegne di carburante e ripetuti blackout, ha spinto Varsavia a emanare il massimo livello di allerta.
La recente crisi economica ed energetica che colpisce Cuba trova una delle sue principali cause nella sospensione delle forniture di petrolio dal Venezuela. Dopo l’arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro in un’operazione statunitense a Caracas il 3 gennaio, gli Stati Uniti hanno infatti imposto un blocco petrolifero sull’isola. Il Venezuela era il principale fornitore di petrolio per l’isola caraibica. La sospensione delle consegne di carburante ha ridotto drasticamente la disponibilità di energia e combustibili di base.
In risposta a queste tensioni, il presidente cubano Miguel Díaz‑Canel ha annunciato il 13 marzo che sono in corso colloqui con gli Stati Uniti per cercare una soluzione diplomatica alla crisi. Tuttavia, finora non è stato raggiunto un accordo risolutivo.
Sul fronte statunitense, il presidente Trump, continua a mantenere la pressione sull’Avana. Trump ha rilasciato dichiarazioni ampiamente discusse inasprendo i toni. In una delle affermazioni più controverse, ha dichiarato che “Cuba sarà la prossima”, sollevando timori su una possibile azione militare contro l’isola caraibica.