Ismaele La Vardera oggi è improvvisamente diventato il nome più citato nelle discussioni politiche.
Il deputato dell’Assemblea regionale siciliana, in realtà, si era già fatto conoscere come una voce di rottura all'interno del centrodestra nei confronti del governo nazionale guidato da Giorgia Meloni.
Ora è di nuovo sotto i riflettori per una polemica che ha intrapreso contro la premier prima via WhatsApp, con tanto di messaggio notturno inviatogli dal presidente del Consiglio, e poi tramite i suoi canali social.
Il pomo della discordia è rappresentato dai ristori e dalla gestione della crisi dopo il ciclone Harry.
Ismaele La Vardera è nato in Sicilia e ha iniziato la sua carriera come giornalista e inviato de “Le Iene”, programma in cui si è caratterizzato per il suo stile diretto, spesso provocatorio, con tanto di irruzioni con le telecamere nascoste.
Nel 2017, la svolta. Decide di candidarsi come sindaco di Palermo, con l’obiettivo di raccontare dall’interno le dinamiche di selezione del ceto politico e, più in generale, il potere locale. Il progetto poi sfocia nel docu‑film “Il sindaco, Italian politics for dummies”.
Dopo l’esperienza palermitana, La Vardera organizza un movimento politico autonomo, "ControCorrente – Lottare X Resistere", che si presenta come libero e anti‑clientelare, distante dalle tradizionali appartenenze di partito.
Nel 2022, però, entra a far parte del centrodestra regionale, venendo eletto deputato nell'Assemblea regionale nonostante il percorso fuori dalle logiche partitiche.
Sta di fatto che proprio questa posizione gli ha consentito di diventare una specie di “spina” interna al governo nazionale di Fratelli d’Italia, soprattutto sulle questioni siciliane.
Il caso che ha fatto accrescere l’attenzione mediatica su di lui deriva dalla decisione di pubblicare un video in cui attacca il governo a causa dell’impugnativa decisa dal Consiglio dei ministri sulla legge regionale sui ristori per le famiglie colpite dal ciclone Harry.
In quell’intervento il deputato parla apertamente di “ritorsione” contro la Sicilia, accusando il governo nazionale di sabotare norme pensate per sostenere le popolazioni più vulnerabili.
Nella notte tra il 28 e il 29 marzo, intorno alle 00,20, La Vardera racconta di aver ricevuto un messaggio WhatsApp direttamente da Giorgia Meloni che, irritata, facendo riferimento al suo video, commentava:
Lo stesso La Vardera ha pubblicato uno screenshot della conversazione sui social, sottolineando l'inusuale contatto diretto da parte del presidente del Consiglio e interpretandolo come segno del fastidio che il suo contrasto suscita in una fase di crisi del governo e di tensione internazionale.
Lo scandalo, per lui, non sta solo nel contenuto del messaggio, ma nel contesto politico‑mediatico in cui si inserisce, subito dopo la sconfitta del referendum, il messaggio di mezzanotte della premier a un singolo deputato regionale è da interpretare come un avvertimento o come una vendetta per la vittoria del No anche sull'isola?
In ogni caso, La Vardera ha usato l’episodio per rilanciare la sua narrazione di “contropotere dal basso”, presentando il messaggio di Meloni come la prova che anche un deputato senza partito come lui può mettere in difficoltà il vertice nazionale di un'istituzione.