Avrebbe ammesso le sue responsabilità, senza tuttavia esprimere il rammarico di non essere riuscito a portare a termine il suo piano vendicativo, come invece era emerso inizialmente. Il 13enne che mercoledì scorso ha accoltellato la sua insegnante di francese in una scuola della Bergamasca, è stato ora affidato ai servizi sociali. Proseguono, intanto, le verifiche sulla sua attività online.
Il legale dei familiari del ragazzo, Carlo Foglieni, ha smentito nelle scorse ore la ricostruzione riportata da Il Corriere della Sera, secondo cui, durante l'interrogatorio a cui è stato sottoposto dopo l'aggressione, il 13enne avrebbe detto di voler uccidere anche i genitori, oltre a definirsi "dispiaciuto" per non aver portato a termine il suo piano contro l'insegnante.
Quando ha agito, indossando pantaloni mimetici e una maglietta con la scritta "vendetta", il giovane aveva con sé - oltre al coltello usato per colpire la prof - anche una pistola scacciacani. Nella sua abitazione è stato poi ritrovato e sequestrato materiale potenzialmente esplosivo.
Aveva organizzato tutto nei minimi dettagli, predisponendo una diretta sullo stesso canale Telegram dove, nei giorni precedenti, aveva pubblicato un "manifesto" in cui comunicava le proprie intenzioni, spiegandone le motivazioni: esperienze scolastiche vissute come ingiustizie.
I familiari, assistiti dall'avvocato Foglieni - che, contattato da Tag24, ha preferito non rilasciare ulteriori dichiarazioni - avevano fatto sapere di aver già "attivato (per il 13enne, ndr) un percorso di supporto psicologico proprio a causa del rapporto problematico e conflittuale con la docente".
Resta da chiarire se il ragazzo possa essere stato influenzato da qualcuno conosciuto sul web. Per questo, l'attenzione di chi indaga si concentra al momento sulle sue attività online. Avendo 13 anni, il giovane non è imputabile. È stato quindi affidato su disposizione del Tribunale per i Minori ai servizi sociali.
In alto un estratto dedicato alla trasmissione "Incidente Probatorio" sul Canale 122.
Dopo una valutazione neuropsichiatrica, sarà inserito in una comunità adeguata alle sue esigenze. Nel frattempo, tutte le decisioni relative alla sua salute e istruzione saranno prese da un curatore speciale. Due i fascicoli aperti: uno civile e uno penale.
L'insegnante, dopo essere stata operata, è uscita intanto dalla terapia intensiva. In una lettera dettata dal letto d'ospedale al suo legale, l'avvocato Angelo Lino Murtas, ha fatto sapere:
Si attendono ulteriori sviluppi.