27 Mar, 2026 - 11:28

Pronti, via e dopo il referendum il centrosinistra già litiga sugli aiuti all'Ucraina: cosa è successo

Pronti, via e dopo il referendum il centrosinistra già litiga sugli aiuti all'Ucraina: cosa è successo

Dopo la vittoria del No al referendum sulla riforma della Giustizia, il centrosinistra italiano è tornato al centro del dibattito pubblico non solo per il futuro della magistratura, ma anche per la sua capacità di costituire una reale alternativa di governo al centrodestra.

Su questo fronte, se Elly Schlein ha ripetuto la sua linea "testardamente unitaria", a innescare la prima, vera polemica interna alle forze progressiste ci ha pensato un’affermazione chiara e secca di Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, sull'Ucraina.

Le parole di Patuanelli che hanno scatenato la polemica

In un’intervista a Radio 24, Patuanelli ha ribadito la posizione già ampiamente nota del Movimento Cinque Stelle sulla guerra scatenata da Putin: 

virgolette
“Con noi al governo gli aiuti militari all’Ucraina cesserebbero”

Per i Cinquestelle, continuare a inviare armi non è più una soluzione: non garantisce la sicurezza europea, va solo ad alimentare una guerra che impedisce di avviare un tavolo di pace con la Russia.

Questa linea, coerente con anni di politica estera del Movimento, è stata però letta come una provocazione verso il Partito Democratico.

Il perché è presto detto: i dem continuano a sostenere gli aiuti militari a Kiev, come dimostra il fatto che hanno già votato la proroga degli aiuti fino al 31 dicembre 2026.

Di conseguenza, all’interno del centrosinistra, sono stati tanti i commenti critici alle parole di Patuanelli: il Pd (almeno la parte riformista del partito) ha sottolineato che la sua linea è incompatibile con un’eventuale coalizione all'insegna del Campo largo.

Filippo Sensi, ad esempio, l'ha messa così:

virgolette
Leggo che Patuanelli crede che “con noi al governo ci fermeremo con gli aiuti militari all’Ucraina”. Con loro di certo, sapendo bene da che parte stanno. Con noi, invece, gli aiuti ci sono stati, ci sono e ci saranno. Fatevene una ragione

Elisabetta Gualmini di Azione gli ha fatto eco:

virgolette
L’affermazione di Patuanelli sullo stop agli aiuti all’Ucraina quando saranno al governo (sic!) la dice lunga e la dice tutta. Come può il Pd accettare una prospettiva del genere? Abbandonare la difesa delle democrazie e magari riprendere i rapporti con Russia Unita, il partito di Putin, come alle origini del M5S, una ricetta inquietante…

Il centrosinistra è pronto per le elezioni anticipate?

E quindi: il centrosinistra si trova a dover chiarire rapidamente identità e compatibilità interna, anche se qualcuno al suo interno vorrebbe capitalizzare la vittoria al referendum sulla Giustizia andando subito al voto. 

Ma tant'è: le dichiarazioni di Patuanelli hanno riaperto la faglia tra chi – come i Cinquestelle – privilegia una svolta verso il disarmo e la diplomazia e chi – come il Pd – intende mantenere l'impegno di sostegno militare in Ucraina, in linea con la Nato e con gli alleati europei.

Il rischio è che, nonostante la vittoria al referendum, il centrosinistra si ritrovi sempre con gli stessi problemi: in primis quello di avere linee diversissime sulla politica estera.

Fatto sta che a diversi analisti non sfugge il fatto che le uscite dei rappresentanti del Movimento Cinque Stelle, come l'ultima di Patuanelli, siano lo specchio di come i pentastellati si sentano la parte più forte della coalizione. 

Molti sondaggi, del resto, vedono Giuseppe Conte in vantaggio su Elly Schlein nella corsa delle primarie per scegliere il candidato premier della coalizione. Per questo, i suoi uomini - vedi Patuanelli - già si sentono autorizzati a dettare la linea.

 

LEGGI ANCHE