Il Parlamento europeo ha approvato oggi la direttiva anticorruzione con cui, tra le altre cose, chiede agli Stati membri di inserire nei propri ordinamenti il reato di abuso d’ufficio, qualificandolo come grave. L’Italia avrà due anni di tempo per adeguarsi.
Il via libera dell’Eurocamera determina l’ennesima sconfitta per il ministro della Giustizia Carlo Nordio: appena nel giugno 2024, infatti, il governo Meloni aveva abrogato il reato di abuso d’ufficio.
Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e quelle della capa di gabinetto Giusy Bartolozzi, quella di oggi è l’ennesima tegola che, di fatto, sconfessa la linea politica del ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Con il voto di oggi, il Parlamento europeo ha riconosciuto l’abuso d’ufficio come un reato grave, che rischia di “minare la fiducia dei cittadini, lo Stato di diritto e l’equità economica e può arrecare grave pregiudizio all’interesse pubblico”.
Per questo, l’Europa chiede che gli Stati membri adottino le misure necessarie affinché “costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico”.
I Paesi membri – tra cui l’Italia – avranno ora due anni per recepire la direttiva e adeguarsi alle disposizioni, pena l’avvio di una procedura di infrazione. Per Roma, si tratta di fatto di un passo indietro. Lo è soprattutto per il ministro Nordio, che aveva puntato molto sull’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, previsto dall’articolo 323 del codice penale.
“Il processo per abuso d’ufficio è uno dei più inutili, lunghi e costosi che esista. Ha creato la cosiddetta paura della firma, che ha provocato la paralisi dell’amministrazione, ritorcendosi contro il cittadino”, aveva spiegato Nordio motivando l’abolizione.
“L’abrogazione di questo reato non è improvvisazione: è frutto di una meditatissima disamina relativa alle statistiche e ai tentativi precedenti di riformarlo”, aveva aggiunto, sottolineando come nella maggior parte dei casi i processi per questo reato si concludano con un’assoluzione.
Con l’approvazione della direttiva europea anticorruzione, l’Italia dovrà ora fare un passo indietro rispetto all’abrogazione del reato. “L’Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell’ambito dell’abuso d’ufficio. Il mandato è molto chiaro”, ha spiegato la relatrice della direttiva, l'europarlamentare Raquel Garcia Hermida.
In Italia, nel frattempo, ha esultato il Movimento 5 Stelle: “Nordio ha smontato un presidio fondamentale per contrastare gli abusi di potere nella Pubblica amministrazione e far emergere la corruzione. Questo non è un errore tecnico, ma una scelta politica gravissima. Siamo orgogliosi che il M5S abbia combattuto questa battaglia dalla parte giusta in Europa, con il nostro europarlamentare Giuseppe Antoci, unico relatore italiano della direttiva anticorruzione approvata oggi in UE. Nordio è stato smentito, ha fallito e ha danneggiato l’Italia. È ora che si dimetta”, ha concluso il partito.