Fratelli d'Italia e Lega in timida ripresa. Giù Pd, M5s e AVS. E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio politico realizzato da SWG per il TgLa7 e diffuso lunedì 23 marzo.
Un sondaggio che non risente ancora dell'esito del Referendum sulla Giustizia che si è svolto tra domenica e lunedì. Un referendum che si è concluso con la netta vittoria del No e la sconfitta del governo e la bocciatura di una delle riforme simbolo della maggioranza di governo.
Dalle ultime rilevazioni, tuttavia non emergono, grossi scossoni e i movimenti nelle intenzioni di voto appaiono contenuti.
Un dato significativo, tuttavia, alla luce del boom di affluenza registrato alla tornata referendaria (58,4%) è il calo dell'area dell'astensione e degli indecisi, in diminuzione dell'1%, elemento che potrebbe indicare un progressivo ritorno all'interesse politico attivo con l'avvicinarsi dell'appuntamento delle Elezioni politiche del 2027.
Ecco, allora, nel dettaglio cosa è emerso dall'ultimo sondaggio politico sulle intenzioni di voto degli italiani e chi vincerebbe la sfida per Palazzo Chigi se vi votasse oggi.
Dopo alcune settimane di preoccupante flessione, Fratelli d'Italia ritorna a crescere seppur di poco. Il partito di Giorgia Meloni registra un incremento dello 0,1% e sale al 29,5%, restando ancora al di sotto del 30%, soglia oltre la quale si era assestato nei mesi scorsi.
Buone notizie anche per la Lega di Matteo Salvini che cresce leggermente anche questa settimana, lasciandosi alle spalle le settimane difficili dopo l'addio di Vannacci. Il Carroccio fa registrare un +0,2% salendo al 6,8%.
Non altrettanto positivo il dato di Forza Italia, che perde lo 0,2%, scendendo al 7,8%. Tuttavia, il calo è contenuto e non altera significativamente gli equilibri interni alla coalizione.
Tra i partiti minori dell’area, si osserva una crescita di Noi Moderati (+0,1%) che arriva al 1,2, mentre Futuro Nazionale registra un calo più marcato (-0,2%), scendendo al 3,3%.

Il centrosinistra, invece, attraversa una fase più complessa. Il Partito Democratico perde lo 0,2%, e scende al 21,5%. Il partito di Elly Schlein neanche questa settimana riesce ad approfittare del rallentamento di Fratelli d'Italia.
Anche il Movimento 5 Stelle, che nelle ultime settimane aveva tenuto meglio, registra una lieve flessione (-0,1%) arrivando al 12,2% segno di una stabilità fragile che non si traduce in crescita.
Restano stabili Verdi e Sinistra, che non mostrano variazioni rispetto alla settimana precedente, mantenendo il 6,6%.
Tra le forze minori, Azione (3,4%) e Più Europa (1,4%) perdono entrambe lo 0,1%, mentre Italia Viva segna una crescita dello 0,2%, risultando tra i pochi partiti dell’area progressista a guadagnare terreno, raggiungendo il 2,5%.

Alla luce di questi dati, se si votasse oggi il centrodestra partirebbe ancora in vantaggio.
La crescita, seppur lieve, dei suoi principali partiti e la relativa stabilità della coalizione contribuiscono a rafforzarne la posizione complessiva. Il centrosinistra, al contrario, appare in affanno, con diversi partiti in calo e una difficoltà evidente nel costruire un’alternativa credibile e coesa.
Un elemento interessante è rappresentato dal calo degli indecisi, che potrebbe incidere sugli equilibri futuri: una maggiore partecipazione tende infatti a premiare le coalizioni più strutturate e riconoscibili, caratteristica che al momento favorisce il centrodestra.
In definitiva, il quadro politico resta fluido ma con una tendenza chiara: il centrodestra mantiene un vantaggio competitivo, mentre il centrosinistra è chiamato a riorganizzarsi per recuperare terreno. I prossimi sviluppi politici e le eventuali nuove alleanze saranno determinanti per capire se questi trend verranno confermati o ribaltati.