Nessuno potrà dimenticare il successo travolgente di "Adolescence" su Netflix – 98% su Rotten Tomatoes, discussioni virali sulla cultura incel e un finale di serie che ha lasciato parlare migliaia di spettatori, oltre che i numerosi riconoscimenti alla stagione dei premi 2025-2026.
La domanda è una sola: arriverà una seconda stagione? La risposta, tutto sommato, è stata: nessuno lo sa con certezza. Ma la confusione nasce dal fatto che i due creatori della serie, il regista Philip Barantini da una parte, l'attore/co-sceneggiatore Stephen Graham dall'altra, hanno rilasciato dichiarazioni apparentemente contraddittorie. Rivediamo che cosa hanno detto davvero (seppur in momenti diversi), e quale potrebbe essere, ad oggi, l'unica via d'uscita logica per un eventuale secondo capitolo.
Il regista Philip Barantini era stato chiarissimo sul futuro della serie Netflix: non ci sarà una stagione 2 che continui la storia di Jamie Miller, aveva detto. Per Barantini, l'arco narrativo del tredicenne accusato di omicidio si conclude in modo definitivo con la sua decisione di dichiararsi colpevole, e prolungare la serie significherebbe solo trasformarla in un'operazione commerciale (un "money grab"), sminuendo il messaggio sociale che gli autori volevano comunicare.
"Non ci sarà nessun sequel", aveva dichiarato Barantini in un incontro a Content London, spiegando che il formato di limited series in quattro episodi è stato pensato fin dall'inizio come un'opera autoconclusiva. Una seconda stagione con gli stessi personaggi, secondo il regista, ripeterebbe lo schema senza aggiungere nulla di significativo, rischiando di tradire tutta la natura della storia.
Poi è arrivata la gioia dei premi e una dichiarazione ha fatto sussultare tutti. Pochi mesi dopo, infatti, ai Golden Globes di gennaio 2026 (dove ha vinto il premio come miglior attore), Stephen Graham ha aperto una porta, anche se in modo molto più vago di quanto poi è stato effettivamente riportato. Interrogato sulla possibilità di un ritorno, Graham ha risposto:
ha dichiarato l'attore in un'intervista a Deadline durante l'83ª cerimonia annuale.
Nessuna conferma con dettagli concreti di una stagione 2, quindi. Solo l'idea che il brand di "Adolescence" potrebbe tornare in futuro. Eppure, nel corso dei mesi, si è generata sempre più confusione e curiosità tra i fan.
La realtà è che Graham non ha mai specificato il formato: potrebbe trattarsi di un nuovo progetto, non di un sequel diretto, ci avete mai pensato?
Se Barantini dice "no a Jamie" e Graham dice "forse torniamo", l'unica soluzione narrativa sensata è il formato antologico. Un po' come è solito fare Ryan Murphy, per intenderci. E se funziona per "American Horror Story", "Monsters" e, magari, più avanti, per "Love Story", dove ogni stagione racconta una storia diversa, con nuovi personaggi, ma mantiene lo stesso tono, lo stesso stile registico e gli stessi temi di fondo, perché non potrebbe essere lo stesso per "Adolescence"?
Nel caso della serie britannica, una seconda stagione antologica avrebbe molto senso, poiché potrebbe esplorare altri casi di cronaca nera giovanile, o temi molto legati al periodo post-infantile: bullismo, radicalizzazione online, violenza di gruppo, magari sempre girati in piano sequenza? Magari con la stessa intensità emotiva? Certo, il rischio sarebbe quello di ripetere lo schema e perdere l'impatto originale, ma il titolo così generico e tratti riconoscibili potrebbero davvero lanciare un franchise. E, se fatta bene, permetterebbe di approfondire tanti altri temi importanti che ancora meriterebbero un'esplorazione seriale.
Netflix non ha annunciato nulla. Ma i numeri (98% RT, top 10 in Italia e UK) parlano chiaro: il pubblico vuole ancora "Adolescence". Forse non come stagione 2 con Jamie, ma come un universo di storie correlate? Mai dire mai.