Si è spento a 91 anni Gino Paoli, uno dei grandi protagonisti della musica italiana. Con lui se ne va una voce simbolo della scuola genovese. Oltre alla musica, Paoli ha sempre avuto un legame forte con lo sport, vissuto con passione fin da giovane e rimasto centrale anche negli anni successivi.
Da ragazzo si avvicinò alla boxe, praticandola con entusiasmo. Il cantautore ha sempre mostrato grande interesse anche per il ciclismo, in particolare per Fausto Coppi, idolo della sua infanzia. E poi il calcio, con un amore mai nascosto per il Genoa, squadra della sua città.
Il legame tra Gino Paoli e il Genoa è stato profondo e duraturo. Tifoso fin da bambino, da giovane seguiva spesso la squadra allo stadio, vivendo da vicino le emozioni del calcio. Negli anni ha sempre confermato il suo affetto per i colori rossoblù, anche se alcune sue dichiarazioni hanno fatto discutere.
Paoli, infatti, ha sempre messo al primo posto la città di Genova, prima ancora della rivalità sportiva. Un amore autentico, testimoniato anche dal messaggio di cordoglio del club: “Finito il tempo di cantare insieme, ciao Gino”.
Pur essendo genoano, Gino Paoli non ha mai nascosto una certa simpatia per la Sampdoria. Il suo punto di vista era semplice: prima di tutto viene Genova. Per questo motivo si è detto più volte felice anche per le vittorie della Sampdoria, proprio perché rappresenta la stessa città.
Una posizione che gli è costata qualche critica da entrambe le tifoserie. In passato aveva persino lanciato una provocazione: una squadra unica per unire tutti i genovesi. Un’idea rimasta tale, ma che racconta bene il suo modo di vedere lo sport.
Lo sport ha accompagnato Gino Paoli in diverse fasi della sua vita. La boxe è stata la prima esperienza, vissuta da giovane con intensità, anche se poi abbandonata. Con il tempo è rimasta soprattutto la passione da tifoso e osservatore, in particolare per il ciclismo e per Fausto Coppi. Paoli dedicò al Campionissimo il brano “Coppi”, pubblicato nel 1988.
La canzone racconta il ciclista come un eroe sportivo ma anche come uomo del suo tempo. Un “omino con le ruote”, capace di grande umanità e anche di solitudine. Un mito nato dai ricordi dell’infanzia del cantautore, tra le imprese, la rivalità con Gino Bartali, la figura della Dama Bianca e i cambiamenti di quell’Italia.