24 Mar, 2026 - 12:50

Dopo-Referendum, Nordio non si dimette e difende la sua Bartolozzi

Dopo-Referendum, Nordio non si dimette e difende la sua Bartolozzi

Chi si aspettava un passo indietro dopo la bocciatura della sua riforma rimarrà deluso. Carlo Nordio non lascia il suo posto di comando in via Arenula: fino a fine legislatura, continuerà a fare il ministro della Giustizia.

Di più: anche il suo braccio destro, Giusi Bartolozzi, protagonista di una delle polemiche con i magistrati più accese della campagna referendaria, rimarrà al suo posto.

Oggi, il Guardasigilli l'ha chiarito a SkyTg24, non senza assumersi le proprie responsabilità:

virgolette
Questa riforma porta in gran parte il mio nome. Quindi me ne assumo la responsabilità politica e tutto vorrei dire tranne che trovare colpe in altre persone: se vi sono stati difetti di comunicazione o di impostazione sono stati sicuramente anche i miei

Dopo-referendum, Nordio non lascia: raddoppia con Giusi Bartolozzi 

C'è ancora oltre un anno da qui alle prossime elezioni politiche. E Nordio, dopo l'esito per lui negativo del referendum, non pensa affatto di lasciare. Bensì raddoppia il suo impegno perché conferma al suo posto anche il suo capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi:

virgolette
Le sconfitte in politica si devono mettere nel conto. Ma bisogna affrontarle con serenità per continuare a lavorare

Certo, però, che con il senno del poi, anche lui ha ammesso che qualche errore c'è stato nella campagna referendaria:

virgolette
Ammetto vari errori che ho fatto nell'impostazione della comunicazione. Ma è anche vero che la frase più contestata sul cosiddetto sistema para-mafioso era una citazione di un pm...

L'errore è stato, evidentemente, non ricordare che era stata pronunciata dal pm siciliano Nino Di Matteo:

virgolette
È stata attribuita a me e da lì si è scatenata una serie di polemiche che neanche le smentite più forti sono riuscite ad arginare

E comunque: quella referendaria, non è stata una sfida di fioretto, ha ricordato il ministro:

virgolette
Bilanciando le osservazioni sopra le righe fatte dai nostri e fatte da loro, penso che si equivalgano: loro ci hanno dato dei piduisti, dei fascisti, dei mafiosi e dei banditi... E non credo che questi eccessi di polemica abbiano influito più di tanto

L'errore di "buttarla in politica"

Nordio ha ammesso che davanti a un quesito "estremamente tecnico" è stato fin troppo facile "buttarla in politica":

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Tutta la campagna che ha fatto il centrosinistra è stata improntata su una emotività che ha colpito l'immaginazione degli italiani: si è detto che volevamo sovvertire la Costituzione, che volevamo sottoporre la magistratura all'esecutivo, che volevamo addirittura umiliare la magistratura e che questo sarebbe stato il primo passo per tutta una serie di riforme più o meno liberticide...

Alla fine, per Nordio, "non tutti hanno avuto la diligenza di informarsi sul contenuto della legge". E quindi la sconfitta è stata inevitabile.

Chi ha vinto realmente per Nordio

Ma, per il ministro della Giustizia Nordio, a vincere realmente non è stato il centrosinistra, bensì la magistratura organizzata:

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Ha vinto l'Anm che ha subito introdotto il Comitato del No e ha dato una spinta propulsiva formidabile. Il che le darà un potere contrattuale ancora maggiore con cui farà i conti anche la sinistra

Per il ministro, il sindacato delle toghe è diventato un vero e proprio "soggetto politico".

virgolette
L'intervento della magistratura associata e sindacalizzata sarà una forte pressione politica. Come ha detto Vassalli, l'Italia vive da parecchio tempo in una situazione di sovranità limitata nel senso che le riforme della giustizia non si fanno se la magistratura non dà un placet

Il caso Bartolozzi

A Nordio, infine, hanno chiesto anche del suo Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi. Dopo aver dato del "plotone di esecuzione" la magistratura, è a rischio?

virgolette
No, assolutamente

Nordio esclude anche un rischio di ritorsioni da parte della magistratura.

virgolette
Che la magistratura invii raffiche di informazioni di garanzia o di provvedimenti giudiziari nei confronti di chi ha patrocinato questa riforma, lo escludo categoricamente e lo escludo da ex magistrato che conosce i suoi colleghi. Sarebbe sacrilego pensare di strumentalizzare l'enorme potere, che la magistratura ha, per infierire sui vinti
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