La semifinale playoff del 26 marzo, decisiva per la corsa ai Mondiali 2026, non sarà una partita qualunque: rappresenterà infatti il 12° confronto ufficiale tra Italia e Irlanda del Nord. Una sfida che, pur non essendo tra le più frequenti del panorama europeo, ha spesso incrociato momenti delicati della storia azzurra.
Guardando ai precedenti, il bilancio sorride nettamente all’Italia. Eppure, scavando tra i ricordi, emergono anche serate amare e risultati che hanno lasciato il segno.
Nel complesso, l’Italia ha costruito una chiara supremazia: 7 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta. Numeri che raccontano una tradizione favorevole, consolidata soprattutto negli ultimi decenni.
Ma il calcio, si sa, non vive solo di statistiche. E proprio contro l’Irlanda del Nord è arrivata una delle sconfitte più pesanti della storia azzurra.
Bisogna tornare indietro nel tempo, al 1958, per trovare l’unico successo nordirlandese: un 2-1 che ebbe conseguenze enormi, contribuendo all’eliminazione dell’Italia dalle qualificazioni al Mondiale in Svezia.
Una ferita storica, che ancora oggi viene ricordata come uno dei punti più bassi del calcio italiano. Da allora, però, lo scenario è cambiato radicalmente.
Negli anni successivi, l’Italia ha progressivamente preso il controllo della sfida. Nelle amichevoli, gli Azzurri sono rimasti imbattuti, spesso imponendosi con autorità, come nei successi del 2003 (2-0) e del 2009 (3-0).
Anche nelle qualificazioni europee il copione non è cambiato: pareggio senza gol nel 2010 e vittoria netta per 3-0 nel 2011, a conferma di una superiorità tecnica e tattica ormai consolidata.
Se il passato remoto pesa, anche quello recente non è da meno. Lo 0-0 del novembre 2021 in Irlanda del Nord è ancora una ferita aperta: un risultato che impedì all’Italia di qualificarsi direttamente al Mondiale, aprendo la strada ai playoff poi rivelatisi fatali.
Un promemoria chiaro: contro i nordirlandesi nulla è davvero scontato.
La sfida del 26 marzo si inserisce proprio in questo solco: una gara secca, senza appello, che vale l’accesso alla finale del percorso playoff.
L’Italia partirà inevitabilmente favorita, forte di una rosa più profonda e di una tradizione positiva. Ma l’Irlanda del Nord ha già dimostrato in passato di saper complicare i piani degli Azzurri, soprattutto quando riesce a chiudersi e sfruttare gli episodi.
I numeri dicono Italia, la storia recente invita alla prudenza. È proprio questo contrasto a rendere la sfida affascinante: da un lato la superiorità tecnica degli Azzurri, dall’altro la capacità dell’Irlanda del Nord di trasformare ogni partita in una battaglia.
Il 26 marzo non sarà solo il dodicesimo incrocio tra le due nazionali. Sarà, soprattutto, un altro capitolo da scrivere. E stavolta, più che mai, senza margine di errore.