Il primo a cantare vittoria per il fronte del No al referendum sulla riforma della Giustizia è stato Giovanni Bachelet, presidente del Comitato civico per il No.
Intervistato dallo speciale del Tg1, prima si è tolto il sassolino dalla scarpa dicendo che era la prima volta che veniva intervistato dalla prima rete della tv di Stato, e così evocando la famigerata TeleMeloni. Poi ha detto che la bocciatura della riforma Nordio equivaleva alla vittoria dei partigiani quando hanno liberato l'Italia:
Sta di fatto che queste parole hanno dato origine alla prima polemica post-voto.
Il fronte del No ha puntato molto sulla difesa della Costituzione. Per il centrosinistra, la nostra Carta fondamentale era stata messa sotto attacco della destra.
Così, anche nell'immediato post-voto, la narrazione del referendum sulla riforma della Giustizia non è cambiata da parte del presidente del comitato civico per il No, Giovanni Bachelet:
Ha sentenziato intervistato dal Tg1. Ma in studio, a polemizzare con lui, ci ha pensato subito il direttore del Tempo Daniele Capezzone:
A quel punto, Bachelet ha voluto precisare che la difesa della Costituzione e della democrazia è un bene per tutti i cittadini italiani, compreso di chi voleva cambiare la costituzione.
Dopo Bachelet, è stata la volta anche di un altro frontman del No parlare al Tg1: si è trattato del presidente del Comitato Giusto dire No, Enrico Grosso, il quale l'ha messa così: