23 Mar, 2026 - 13:42

“Lo straniero” è una storia vera? Il capolavoro di Camus dietro il film di François Ozon

“Lo straniero” è una storia vera? Il capolavoro di Camus dietro il film di François Ozon

L’imminente arrivo nelle sale cinematografiche italiane de “Lo straniero”, il nuovo film di François Ozon, ha acceso la curiosità del pubblico. Si tratta di una storia vera oppure no? La risposta è che la pellicola è ispirata al celebre romanzo omonimo di Albert Camus, pubblicato nel 1942.

L’opera esistenzialista è una delle più affascinanti storie della letteratura e della filosofia. Il film riporta sul grande schermo questo capolavoro: non si tratta di una storia realmente accaduta, ma di un racconto inventato dallo scrittore e ambientato nell’Algeria degli anni Trenta del Novecento. 

 

Il film “Lo straniero” è una storia vera?

No, “Lo straniero” non è una storia vera, almeno non nel senso tradizionale del termine. Il protagonista del racconto, il giovane Meursault e gli eventi narrati nel film sono ispirati al libro di Albert Camus. L’opera del celebre scrittore è frutto della sua fantasia.

“Lo straniero” racconta il senso di solitudine e di estraniamento di un personaggio, elementi che si rispecchiano nella verità universale.

Il romanzo - e di conseguenza il film di Ozon - affonda le sue radici in un contesto storico e culturale reale: l’Algeria coloniale degli anni Trenta, dove lo stesso Camus è cresciuto. Alcuni elementi della narrazione, come il clima socio-politico della colonia francese e il rapporto tra gli europei e gli arabi, si ispirano indirettamente alla realtà dell’epoca.

Camus dunque non racconta un fatto accaduto nella realtà, ma nelle pagine del suo libro costruisce una situazione plausibile e dal valore simbolico, trasportando su carta una condizione esistenziale universale.

Il romanzo capolavoro di Albert Camus

Pubblicato nel 1942, “Lo straniero” è uno dei romanzi più celebri del Novecento, nonché uno dei pilastri della filosofia esistenzialista. L’opera ha consacrato Albert Camus come una delle voci più influenti del suo tempo, al punto di fargli vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1957.

Il libro racconta la storia di Meursault, un giovane impiegato apatico e distaccato dalla realtà, che non riesce a provare emozioni. Lo sguardo neutro e indifferente del protagonista è diventato il manifesto letterario dell’esistenzialismo. 

I temi principali affrontati nel romanzo sono estremamente attuali ancora oggi: l’assurdità dell’esistenza umana, il rapporto tra l’individuo e la società, il giudizio morale degli altri.

Uno degli aspetti più rivoluzionari del libro è proprio il protagonista: Meursault non è un eroe né un anti-eroe tradizionale. È un uomo che rifiuta - o che forse non comprende - le convenzioni sociali. Il risultato finale è un’opera divisiva, che fa discutere e invita a riflettere ancora oggi.

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