Il 21 marzo (21/3) si celebra la Giornata Mondiale della Sindrome di Down. La scelta della data non è casuale, poiché richiama quel peculiare assetto cromosomico che connota le persone con Sindrome di Down. Tale Sindrome, detta anche Trisomia 21, è una particolare condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un terzo cromosoma nella coppia n. 21. Questo cromosoma “aggiuntivo” provoca, tra l’altro, una disabilità intellettiva variabile da persona a persona e dei tipici tratti somatici, che in passato hanno indotto ad usare l’orrendo termine “mongoloide” per riferirsi appunto alle persone con Sindrome di Down; un termine purtroppo usato ancor’oggi in senso dispregiativo, che nell’offendere queste persone offende altresì le valorose genti della Mongolia.
Numerosi sono gli eventi organizzati quest’anno in occasione della XVIII edizione della Giornata Mondiale della Sindrome di Down, il cui tema è “Together Against Loneliness”. L’Associazione Italiana Persone Down di Roma dà appuntamento domenica 22 marzo sulla Terrazza del Gianicolo a Piazza Giuseppe Garibaldi dalle ore 10:30 alle 13:00; la Fondazione Italiana Verso il Futuro per il 21 marzo alle ore 10:00 ha organizzato “Insieme per l’inclusione”, sempre a Roma, a Villa Lazzaroni (Via Appia Nuova 522), incontro ove viene illustrato il modello di Case Famiglia gestite dalla Fondazione e che vede come protagonisti proprio gli ospiti di queste case impegnati in un non semplice percorso di autonomia; la Fondazione Jérôme Lejeune si è fatta promotrice dell’incontro “Dalla solitudine all’inclusione: valorizzare la diversità genetica umana per consentire l’effettiva realizzazione dei diritti delle persone con sindrome di Down”, che ha visto anche la partecipazione di monsignor Ettore Balestrero, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, il quale ha sottolineato la piena umanità delle persone con Sindrome di Down.
Sì, l’umanità, perché tutti apparteniamo all’unico genere umano, ricco di diversità, che, come tali, vanno riconosciute e valorizzate. Del resto, fra meno di due settimane, il 2 aprile, si festeggerà anche la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. Anche qui, fra le tante iniziative, si può ricordare la maratona natatoria di 30 ore “Ab-bracciata Collettiva”, che il 28 e il 29 marzo si svolgerà in contemporanea in tante città italiane: io personalmente nuoterò presso il centro sportivo CassiAntica di Roma ed invito tutti ad andare in quei giorni a farsi una bella nuotata nella propria città.
A questo punto ci si potrebbe chiedere se siano utili queste iniziative; se serva, anzi, celebrare ogni 3 dicembre anche la Giornata internazionale delle persone con disabilità. La mia risposta è sì: certo che serve, serve eccome. Organizzare questi eventi serve a ricordarci che (larga) parte dell’umanità troppo spesso resta esclusa dal godimento di diritti fondamentali, che la disabilità è una delle tante manifestazioni della persona umana, che, ad esempio, le persone con Sindrome di Down o le persone con autismo sono appunto persone.
Insomma, impariamo presto a vivere bene tutti insieme su questo nostro piccolo terzo pianeta.
Federico Girelli
Professore di Diritto costituzionale
Università Niccolò Cusano di Roma
Presidente del Comitato Siblings – Sorelle e fratelli di persone con disabilità