“Non demandare alla tecnologia l’educazione dei figli. Il consiglio è chiaro: per la cresima o la comunione è meglio evitare di regalare smartphone, tablet o telefoni. L’uso di questi strumenti richiede maturità e consapevolezza. Importanti progetti di ricerca evidenziano una relazione non positiva tra precocità digitale e performance scolastiche”. A dirlo non è un vecchio curato di campagna ma un prete giovane, che utilizzava smartphone e computer quando i suoi colleghi si limitavano alla penna e al foglio di carta. Don Giuseppe Acampa è il parroco di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, e a La Nazione ha espresso il suo convincimento e per il 24 marzo ha organizzato un convegno sul tema “Crescere con lo smartphone”.
Don Giuseppe Acampa ne spiega il senso: “La sfida principale è sicuramente quella di accompagnare i ragazzi in un mondo che cambia velocemente. Lo smartphone, il tablet, e la tecnologia in generale sono strumenti che fanno ormai parte della quotidianità dei nostri giovani. Tuttavia, è necessario affrontarli con consapevolezza. Non possiamo ignorare l’impatto che hanno sulla loro vita sociale, scolastica e spirituale. La vera difficoltà sta nel riuscire a integrare queste tecnologie in modo equilibrato e responsabile, evitando che diventino una distrazione o, peggio, un ostacolo al loro sviluppo umano e spirituale”.
Il parroco insiste sulla necessità di maturità e consapevolezza, qualità che non si scaricano da un’app e né si acquistano in confezione regalo