22 Mar, 2026 - 16:34

A cosa è ispirato "Scarface"? La storia dietro il film cult con Al Pacino

A cosa è ispirato "Scarface"? La storia dietro il film cult con Al Pacino

Correva l’anno 1983, e nelle sale di tutto il mondo arrivava un film destinato a diventare un cult: “Scarface” di Brian De Palma, con un Al Pacino monumentale nei panni di Tony Montana. Spietato, eccessivo, intriso di sangue, cocaina e sogni americani parecchio distorti, è sempre stato considerato  l'eccellente rappresentazione cinematografica dell’ascesa e della caduta del gangster moderno. Ma da dove nasce davvero “Scarface”? Su quali storie, (reali o cinematografiche) si è costruito questo mito del crime?

A cosa è ispirato Scarface? Dalla Chicago di Al Capone al romanzo di Armitage Trail

Prima del Tony Montana di Pacino c’è n'è stato un altro: il gangster di Chicago, Al Capone, il cui soprannome era, appunto, proprio “Scarface”. A lui si ispira il romanzo omonimo di Armitage Trail, pubblicato nel 1930, che racconta l’ascesa e la caduta del criminale Tony Guarino nel mondo del crimine organizzato durante il Proibizionismo. 

Il libro, che è influenzato dalla figura di Capone e dai suoi metodi brutali, diventa base per il film del 1932 diretto da Howard Hawks, dove il protagonista Tony Camonte guida un impero del contrabbando di alcol a Chicago.

Frame tratto da Scarface 1932.

Il film di Hawks viene considerato un grande gangster movie di Hollywood, uno dei primi, e attinge anche a episodi reali come il massacro di San Valentino del 1929, direttamente collegato alla guerra di potere di Capone. In questo senso, lo “Scarface” anni Trenta è già una trasfigurazione cinematografica di qualcosa di vero, quindi, precendentemente filtrata attraverso un romanzo e ancora dopo il grande schermo.

"Scarface" 1883: il remake di Brian De Palma, Tony Montana e la Miami della cocaina

Lo “Scarface” del 1983 è, formalmente, un remake del film del 1932, ma spostato dalla Chicago del Proibizionismo alla Miami della cocaina e dei cartelli sudamericani. Brian De Palma e lo sceneggiatore Oliver Stone mantengono la struttura classica di ascesa e rovina del gangster, ma la calano nel contesto della Mariel boatlift, l’esodo di rifugiati cubani del 1980 che porta Tony Montana in Florida.

Tony non è più un italo-americano modellato direttamente su Capone, ma un immigrato cubano che trova nell’economia della droga il percorso più rapido, e ovviamente distruttivo, verso il sogno americano.

Per scrivere la sceneggiatura, Stone si documenta sul traffico di stupefacenti a Miami, accede ai documenti dell’ufficio del procuratore federale e dell’Organized Crime Bureau, mentre combatte lui stesso la propria dipendenza dalla cocaina. 

Frame tratto da Scarface 1983.

Cosa c'è di vero in Tony Montana?

La domanda, allora, che molti fan continuano a porsi è: ma Tony Montana è esistito davvero? La risposta degli storici del cinema è che il personaggio è un collage di influenze, non è il ritratto di un singolo criminale realmente esistito e riconducibile a qualcuno di specifico.

Si è sicuramente ereditato l’arco narrativo degli “Scarface” precedenti, quelli nati dall’ombra di Al Capone: la scalata violenta, la paranoia crescente, la caduta spettacolare. 

Poi incarna anche i boss della droga cubani e latinoamericani che negli anni Settanta e Ottanta hanno trasformato Miami in una delle capitali mondiali del narcotraffico, quindi potrebbe essere considerato un personaggio verosimile.

Al Pacino, per rendere al meglio il ruolo, si costruisce il personaggio lavorando proprio con un dialect coach per riprodurre accento e inflessioni cubane e si ispira pure alla dimensione tragica di altre figure di immigrati sullo schermo, come la protagonista polacca di “Sophie’s Choice”, interpretata da Meryl Streep.

Il film andrà in onda il 22 marzo in prima serata su Iris, canale 22 del digitale terrestre.

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