22 Mar, 2026 - 09:27

Referendum Giustizia, seggi aperti: si decide sulla separazione delle carriere, al voto oltre 51 milioni di italiani 

Referendum Giustizia, seggi aperti: si decide sulla separazione delle carriere, al voto oltre 51 milioni di italiani 

Il giorno della verità è arrivato: dalle 7 di oggi, domenica 22 marzo, è possibile recarsi ai seggi per votare per il Referendum Costituzionale sulla Giustizia. Urne aperte fino alle 23 di oggi e domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15.

Si vota per confermare o bocciare la Riforma della Giustizia Nordio, definitivamente approvata in seconda lettura al Senato nell'ottobre del 2025, che introduce nell'ordinamento italiano la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri.

Sono circa 51 milioni (51.424.72) gli italiani che potranno partecipare alla consultazione referendaria per la quale non è previsto il raggiungimento di un quorum. Il Referendum sarà valido qualsiasi sia l'affluenza alle urne. 

Ecco cosa sapere prima di recarsi alle urne. 

Referendum sulla giustizia, urne aperte: ecco il quesito 

Sulla scheda gli elettori troveranno il seguente quesito:

"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?".

La scheda è di colore verde e consente di scegliere tra "SÌ" e "NO".

Separazione delle carriere, ecco per cosa si vota

La riforma prevede la separazione delle carriere in magistratura tra giudici e pubblici ministeri per effetto della quale è previsto anche lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM): uno per i magistrati e uno per i pubblici ministeri.

Ogni organo sarà presieduto dal Presidente della Repubblica e avrà una composizione mista: due terzi dei membri saranno magistrati estratti a sorte della rispettiva carriera, un terzo sarà costituito da professori universitari e avvocati con almeno 15 anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento.

La riforma introduce anche l’Alta Corte disciplinare, composta da 15 giudici scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza, incaricata di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti tutti i magistrati, garantendo uniformità e indipendenza. I giudici durano in carica quattro anni e l’incarico non è rinnovabile.

Vademecum per il voto, cosa sapere prima di recarsi alle urne

Le modalità di voto seguono le regole ordinarie dei referendum costituzionali: gli elettori devono recarsi al seggio muniti di documento di riconoscimento valido e tessera elettorale.

La scheda consente di scegliere tra "SÌ" e "NO". Gli elettori con disabilità possono essere accompagnati in cabina da una persona di fiducia iscritta nelle liste elettorali di qualsiasi comune.

I cittadini italiani residenti all’estero votano per corrispondenza, con possibilità di votare in Italia previa comunicazione ai consolati.

Gli italiani potranno recarsi alle urne domenica 22 marzo 2026 dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo 2026 dalle 7 alle 15.

 

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