Il giorno della verità è arrivato: dalle 7 di oggi, domenica 22 marzo, è possibile recarsi ai seggi per votare per il Referendum Costituzionale sulla Giustizia. Urne aperte fino alle 23 di oggi e domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15.
Si vota per confermare o bocciare la Riforma della Giustizia Nordio, definitivamente approvata in seconda lettura al Senato nell'ottobre del 2025, che introduce nell'ordinamento italiano la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri.
Sono circa 51 milioni (51.424.72) gli italiani che potranno partecipare alla consultazione referendaria per la quale non è previsto il raggiungimento di un quorum. Il Referendum sarà valido qualsiasi sia l'affluenza alle urne.
Ecco cosa sapere prima di recarsi alle urne.
Sulla scheda gli elettori troveranno il seguente quesito:
"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?".

La scheda è di colore verde e consente di scegliere tra "SÌ" e "NO".
La riforma prevede la separazione delle carriere in magistratura tra giudici e pubblici ministeri per effetto della quale è previsto anche lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM): uno per i magistrati e uno per i pubblici ministeri.
Ogni organo sarà presieduto dal Presidente della Repubblica e avrà una composizione mista: due terzi dei membri saranno magistrati estratti a sorte della rispettiva carriera, un terzo sarà costituito da professori universitari e avvocati con almeno 15 anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento.
La riforma introduce anche l’Alta Corte disciplinare, composta da 15 giudici scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza, incaricata di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti tutti i magistrati, garantendo uniformità e indipendenza. I giudici durano in carica quattro anni e l’incarico non è rinnovabile.
Le modalità di voto seguono le regole ordinarie dei referendum costituzionali: gli elettori devono recarsi al seggio muniti di documento di riconoscimento valido e tessera elettorale.
La scheda consente di scegliere tra "SÌ" e "NO". Gli elettori con disabilità possono essere accompagnati in cabina da una persona di fiducia iscritta nelle liste elettorali di qualsiasi comune.
I cittadini italiani residenti all’estero votano per corrispondenza, con possibilità di votare in Italia previa comunicazione ai consolati.
Gli italiani potranno recarsi alle urne domenica 22 marzo 2026 dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo 2026 dalle 7 alle 15.