21 Mar, 2026 - 14:30

Addio a Umberto Bossi, dove a quando si terrà il funerale: è una scelta di cuore

Addio a Umberto Bossi, dove a quando si terrà il funerale: è una scelta di cuore

Umberto Bossi, lo storico fondatore della Lega, è scomparso giovedì 19 marzo all'età di 84 anni all'ospedale di Varese, dove era ricoverato in terapia intensiva da qualche giorno. 

La notizia ha scosso il mondo politico italiano, con messaggi di cordoglio non solo da parte di tutto il Carroccio ma anche da parte di figure dell'altro campo politico come Pier Luigi Bersani. 

La famiglia ha scelto un luogo simbolo per l'ultimo saluto, anche se questo avverrà in misura strettamente privata.

Dove e quando si terrà l'ultimo saluto a Umberto Bossi

I funerali di Umberto Bossi si terranno domani, domenica 22 marzo, a Pontida, in provincia di Bergamo, presso l'abbazia del monastero di San Giacomo Maggiore.

La cerimonia è programmata alle ore 14, come indicato da fonti vicine alla famiglia e riportato da diverse agenzie e testate locali.

Pontida rappresenta un luogo iconico per la Lega: qui, sul "pratone", si tenevano i raduni federalisti e Bossi lanciò il sogno della Padania libera.

La scelta riflette la volontà della famiglia di "condividere l’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega".

Si prevede, però, una cerimonia privata anche se con un'ampia partecipazione della comunità leghista.

La funzione sarà celebrata probabilmente dall'abate don Giordano Rota.

La Lega, intanto, ha annullato tutti gli appuntamenti prereferendari: Matteo Salvini rientrerà a Milano per l'occasione.

Ma la famiglia Bossi chiede riservatezza in queste ore di lutto. 

Il ricordo di Tommaso Cerno

Tra i tanti ricordi che si sono affollati in queste ore, da segnalare quello del direttore del Giornale Tommaso Cerno:

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All'inizio degli anni Novanta, quando Umberto Bossi girava in canottiera e ruggiva nei comizi delle piccole feste di paese del Nord, ero un giovane cronista. Il mio direttore (...) mi spedì a una riunione della Lega Nord (...). Il Senatùr spiegava che i terroni si mangiavano i soldi del Nord, e che chi non diceva questo era anche lui un terrone. Lo diceva con lo sguardo di un settentrionale dispiaciuto di non essere nato a Napoli o in quella meravigliosa Sicilia dove si candidò, perché Umberto Bossi non era un razzista, era solo un uomo di grande buon senso...

Cerno, poi, ha continuato il suo ricordo personale del leader della Lega così.

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La tabaccaia di fronte mi disse in un orecchio: Io, che di mestiere vendo le cartelle del lotto, ho trovato uno che i numeri li dà, quelli veri. Si chiamava Loretta, votò la Lega per tutta la vita. Umberto Bossi era questo. Qualche anno dopo, lo rividi con un'ampolla di vetro in mano scendere lungo il Po fino al bacino di San Marco a Venezia. Il malore l'aveva già acciaccato. Ma quel popolo vestito di verde con gli elmi da vichingo si alzava in piedi quando passava. Lo spazzò via solo le scope di Roberto Maroni...
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