Ne arrivano di tutti i colori dal dietro le quinte della nuova serie TV di "Harry Potter" prodotta da HBO Max. Lo show nemmeno è uscito sulla piattaforma e ha già rischiato di perdere uno dei suoi protagonisti più rilevanti.
L’adattamento seriale dei romanzi di J.K. Rowling, affidato alla showrunner Francesca Gardiner e pensato per durare sette stagioni, sta ancora facendo i conti con il peso delle controverse posizioni dell’autrice sul tema dei diritti delle persone trans, che continuano a far esplodere reazioni accese e proposte di boicottaggio.
Ed è proprio per questo che questo attore ha seriamente pensato di abbandonare il progetto. Di chi si tratta?
L’attore in questione è John Lithgow, scelto per interpretare Albus Silente nella nuova serie "Harry Potter". In un'intervista al The New York Times, la star ha rivelato di aver seriamente valutato l’idea di lasciare il ruolo a causa delle polemiche legate alle dichiarazioni di J.K. Rowling sulla comunità transgender e delle conseguenti reazioni del pubblico.
Lithgow è infatti diventato bersaglio di critiche accese sui social, con una parte del fandom che ha letto la sua adesione al progetto come una sorta di allineamento alle posizioni dell’autrice.
L’attore, però, aveva preso le distanze in modo netto più volte, spiegando di non condividere le idee di Rowling e di non averla neppure mai incontrata di persona.
Per Lithgow, il cuore narrativo di "Harry Potter" è “chiaramente contro l’intolleranza e il bigottismo”, un messaggio che percepisce come opposto a quelle che sono oggi le posizioni dell’autrice.
Parla da sola, poi, la filmografia dell'attore: da "The World According to Garp" a "Love Is Strange" fino a "Jimpa". Lithgow ha spesso lavorato in progetti che esplorano identità di genere, temi queer e LGBTQ+.
In "Jimpa", in particolare, interpreta il nonno di una nipote trans, in un film dal cast in gran parte composto da interpreti della comunità. Proprio per questo, l’attore pensava che la sua vicinanza alla comunità trans fosse evidente e non in discussione ma, forse, proprio per queste caratteristiche è stato accusato di incoerenza e stava pensando di lasciare.
A rendere ancora più tosta la situazione per Lithgow è stato il commento di Aud Mason-Hyde, la giovane star trans e sua collega in "Jimpa". In un’intervista a Out Magazine, Mason-Hyde ha definito “sconcertante” la notizia del suo coinvolgimento nella serie di "Harry Potter" e ha espresso apertamente la sua delusione nel saperlo al lavoro su un franchise così legato a una figura oggi percepita come ostile alla comunità trans. Sui social non sono mancati appelli al boicottaggio della serie, con una buona parte del pubblico decisa a prendere le distanze dall'intero franchise.
Nonostante tutto, Lithgow ha scelto di restare nel ruolo di Silente, consapevole che comunque il tema lo tormenterà “in ogni intervista per il resto della sua vita”.
Intanto, HBO cerca di gestire il caso: il dirigente Casey Bloys ha ribadito che le opinioni di Rowling sono “personali e politiche” e ha sottolineato che la serie non sarà “segreta portatrice” di alcun messaggio ideologico.
Erano state queste le sue parole nel podcast "The Town with Matthew Belloni" nell'aprile 2025:
"È abbastanza chiaro che queste sono le sue opinioni politiche personali. Ha tutto il diritto di averle. Harry Potter non è segretamente influenzato da nulla. Se volete discutere con lei, potete farlo su Twitter."
La scrittrice resta comunque l'executive producer, mentre la nuova generazione di Harry, Ron e Hermione – interpretati da Dominic McLaughlin, Alastair Stout e Arabella Stanton – dovrà probabilmente convivere a lungo con quest'atmosfera di polemica e diffidenza generale nei confronti della serie, prevista per il 2027.