19 Mar, 2026 - 18:45

Votare sì o no al referendum sulla giustizia? La risposta di Meloni a Pulp Podcast di Fedez

Votare sì o no al referendum sulla giustizia? La risposta di Meloni a Pulp Podcast di Fedez

Nel pieno del dibattito sul referendum sulla giustizia, Giorgia Meloni sceglie un palcoscenico inedito per rilanciare la sua linea: il “Pulp Podcast”.

Ai microfoni del programma di Fedez e Marra (la puntata da oggi è disponibile su Youtube) ribadisce ancora una volta che il voto di domenica e lunedì 22 e 23 marzo non sarà un voto contro il governo e che il risultato finale in nessun modo influirà sulla tenuta e la stabilità dell'esecutivo.

Il punto centrale è chiaro e viene ribadito più di una volta: il referendum non è un giudizio sul governo, ma una scelta sul funzionamento della giustizia italiana.

Non rinuncia poi a lanciare qualche frecciata nel campo avversario accusato di cercare di spostare il terreno dello scontro: non più il merito delle norme, ma un voto politico sull’esecutivo.

Una strategia che Meloni definisce esplicitamente una “trappola”, anche per chi non la sostiene.

Ecco, allora, nel dettaglio cosa ha detto Meloni nell'ultima puntata di Pulp Podcast.

Referendum, Meloni a Pulp Podcast: si vota sul merito o sul governo?

La presidente del Consiglio inizia ricordando di aver "cominciato a fare politica dopo la morte di Borsellino" e si è che le avrebbe fatto piacere "avere un dialogo serio nell'interesse della nazione", ma evidenzia "per i dialoghi bisogna essere in due".

Il cuore dell'intervento, tuttavia, riguarda il significato politico del voto referendario. La premier chiarisce che non si tratta di un voto contro il governo, ma di un voto per migliorare il sistema giustizia e il Paese.

virgolette
Quello su cui noi stiamo votando il 22 e 23 marzo non riguarda la politica, non incide su di me, sul governo, su Fratelli d'Italia, sul Partito Democratico, incide sui cittadini e sullo stato della giustizia che si ritrovano in questa nazione e noi ce lo dobbiamo ricordare. 

Spiega Meloni che poi aggiunge:

virgolette
Sapete perché? Perché per far camminare una nazione ci sono tre poteri fondamentali e la giustizia è uno di questi tre e decide su materie che incidono sulla vita dei cittadini ogni singolo giorno: immigrazione, sicurezza, salute, libertà personale, lavoro. Se quel sistema non funziona, lo dico anche io che sono uno degli altri tre poteri,il meccanismo ti si inceppa, 

conclude.

Giustizia: perché Meloni parla di “trappola” del no

Uno dei passaggi più forti dell’intervento a Pulp Podcast riguarda proprio gli elettori che non si riconoscono nell’attuale maggioranza.

La presidente del Consiglio li invita a separare il giudizio politico dalla valutazione della riforma.

Il messaggio è diretto: anche chi “detesta” il governo dovrebbe votare sì, se ritiene la riforma utile. E poi, eventualmente, utilizzare le elezioni politiche per esprimere la propria opposizione. Una posizione che punta a disinnescare la polarizzazione e a riportare il voto su un piano tecnico.

virgolette
Il fronte del 'no' lavora per farlo diventare un referendum contro il governo e ha difficoltà a stare nel merito della proposta, che invece è di buon senso e l'unico strumento che ha è dire: 'Vai a votare per mandare a casa Meloni'. Io penso che sia una trappola, anche per quelli che mi detestano perché non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. 

Dice Giorgia Meloni, che poi aggiunge:

virgolette
Se la detesti ma sei d'accordo con la riforma, dico vota sì e tra un anno vai a votare per cacciarla perché anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema.

Cosa dice Meloni agli elettori contrari al governo

Il nodo centrale resta questo: il referendum sarà percepito come una scelta tecnica o come uno scontro politico? Meloni insiste sul fatto che il quesito riguarda esclusivamente la giustizia e il suo funzionamento.

Secondo la premier, ridurre tutto a un “pro o contro il governo” significa evitare il confronto sui contenuti. E questo, a suo avviso, è il segnale di una difficoltà nel criticare la riforma nel merito. Da qui l’accusa al fronte del no di puntare su slogan più che su argomentazioni.

Poi l'attacco entra nel merito della Riforma. Meloni denuncia l'impossibilità a riformare la giustizia.

virgolette
“La giustizia” in Italia “non l'hai mai potuta riformare in modo sostanziale e non l'hai mai potuta riformare perché ogni volta che tenti di fare un passo avanti” allora “c'è sempre stata la levata di scudi che voi state vedendo anche adesso, si dice, ‘qui si vuole inficiare la separazione dei poteri’, ma il potere del Parlamento è quello di fare le leggi, se tu dici che il Parlamento le leggi non le può fare, allora sì che c'è un tentativo di inficiare davvero”. 

Spiega la premier che, poi, conclude:

virgolette
Niente funziona in eterno nello stesso modo, in questi 80 anni noi abbiamo riformato qualsiasi cosa, abbiamo riformato il governo, abbiamo riformato le regioni, abbiamo riformato il bilancio dello Stato, abbiamo riformato tutti gli ambiti possibili e immaginabili e la giustizia non siamo mai riusciti a toccarla”.

 

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