La Spagna annuncia la rilocazione delle sue truppe in Iraq. Madrid ha deciso di proteggere il proprio personale e ridimensionare la presenza militare, mentre la NATO adatta le proprie operazioni sul territorio per garantire la sicurezza dei contingenti internazionali.
Il ministro della Difesa spagnolo, Margarita Robles, ha annunciato il 18 marzo 2026 che Madrid prevede di evacuare e rilocare le truppe attualmente schierate in Iraq. La decisione del governo spagnolo arriva mentre la crisi in Medio Oriente, innescata dagli attacchi israelo-americani del 28 febbraio, continua senza segnali di arresto.
Il governo spagnolo, guidato dal primo ministro socialista Pedro Sánchez, aveva in precedenza criticato l’azione militare degli Stati Uniti e di Israele, negando il permesso di utilizzare basi militari gestite congiuntamente. Mentre la situazione nella regione resta instabile, la Spagna è chiamata a proteggere i propri cittadini e a ridimensionare la propria presenza sul terreno.
Il ministero della Difesa spagnolo ha comunicato, il 15 marzo, che a causa dell’impossibilità di svolgere attività come l’addestramento delle forze antiterrorismo irachene, un’unità delle forze speciali è stata temporaneamente spostata dalla sua base in "un luogo sicuro".
I soldati spagnoli sono attualmente dispiegati in Iraq in due missioni distinte. Una parte è schierata come componente della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico, attiva dal 2014, mentre gli altri militari operano all’interno di una missione separata della NATO, avviata nel 2018, finalizzata a fornire consulenza alle forze governative irachene. Entrambe le missioni sono state prorogate fino al 31 dicembre 2026. Nel mese di maggio un ufficiale militare spagnolo assumerà il comando della missione NATO in Iraq.
La portavoce della NATO, Allison Hart, ha dichiarato il 18 marzo all’agenzia EFE che l’Alleanza sta "modificando" la propria missione in Iraq, sottolineando che la sicurezza del proprio personale è considerata "di primaria importanza".
L’attenzione sulla sicurezza è aumentata ulteriormente a seguito di un attacco a Erbil, in Iraq, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri sei sono rimasti feriti.