Li chiama "qualunquisti", ma anche "specialisti nella negazione della realtà".
La penna di oggi di Mario Sechi è ancor più avvelenata del solito contro la sinistra che si schiera per il No al referendum sulla Giustizia e per il No alla guerra senza considerare che Usa e Israele in ogni caso combattono un regime liberticida come quello degli ayatollah.
E allora: per il direttore di Libero, notare nello stesso calderone dell'opposizione turbanti e toghe, è un attimo.
Ma cosa ha scritto in particolare Mario Sechi per criticare la sinistra che difende il regime degli ayatollah a Teheran e lo status quo della magistratura schierandosi contro la riforma Nordio?
Per il direttore di Libero, tutto si tiene:
Per Mario Sechi, l'opposizione al governo Meloni, quindi, è completamente fuori strada. Sia quando parla di prezzi e inflazione, in quanto nello stesso momento non dà l'ok alla bonifica dello Stretto di Hormuz dalle mine e dai missili dei Pasdaran, sia quando parla di referendum, evocando "il regime in camicia nera sulla riforma della Giustizia, ma dimenticando che la carriera unica dei magistrati è un'eredità del fascismo".
E insomma: nel calderone che denuncia Sechi, c'è questo:
Ma chi lo detiene ha "il radar spento sui missili lanciati in nome di Allah e scatena la polizia morale contro i magistrati per il Sì".
Come dire:
Il che, per il direttore di Libero, significa che ci troviamo di fronte a "un'operazione spericolata di propaganda dove appare chiara l'assenza della materia prima più importante: l'intelligenza"