Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha annunciato l'invito ufficiale a Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della cosiddetta "famiglia del bosco" di Palmoli, in provincia di Chieti, per una visita a Palazzo Madama.
L'incontro, confermato in un video sui social, è previsto per mercoledì 25 marzo, subito dopo il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo.
La mossa (a sorpresa) della seconda carica dello Stato giunge mentre procedono le trattative con i servizi sociali per il ritorno dei tre figli dai genitori, a cui era stata revocata la potestà genitoriale lo scorso novembre.
Ignazio La Russa ha sempre espresso solidarietà pubblica alla famiglia Trevallion, auspicando un ricongiungimento dei genitori con i figli fin dallo scorso Natale.
L'invito di oggi vuole quindi rappresentare un gesto istituzionale di vicinanza ai protagonisti di una vicenda che ha commosso l'opinione pubblica.
La coppia, di origini britanniche, viveva in un rudere isolato in contrada Mondola ed è stata accusata di aver lasciato i bambini privi di istruzione e di cure mediche oltre che in condizioni igieniche precarie.
La Russa ha motivato la decisione come un atto di umanità, replicando alle critiche con ironia:
La famiglia, tramite i propri legali, ha accettato immediatamente anche se la battaglia con gli assistenti sociali continua. Questo, sebbene Nathan Trevallion abbia acconsentito a trasferirsi in una casa comunale per un possibile affidamento esclusivo dei figli.
L'invito al Senato mira a dare visibilità istituzionale alla lotta dei genitori per il ricongiungimento.
L'invito di La Russa alla famiglia del bosco ha scatenato vivaci reazioni da parte dell'opposizione, con il Pd in prima linea ad accusare il presidente del Senato di "uso fazioso" del ruolo istituzionale per fare campagna referendaria.
Senatori come Walter Verini e Sandra Zampa hanno denunciato una "strumentalizzazione" della vicenda familiare, collegandola al referendum costituzionale sulla giustizia che prevede la separazione delle carriere dei magistrati.
Come dire: il gesto di La Russa è visto come una sfida ai magistrati che hanno separato i bambini dai loro genitori.
L'incontro post-referendum, quindi, sarebbe uno "spot del governo" per cavalcare il malcontento verso i servizi sociali e i giudici, rei di aver allontanato i bambini.
La Russa, da parte sua, ha bollato le polemiche come "inutili" e ha ribadito l'autonomia del suo gesto, descritto come del tutto avulso da una campagna referendaria che, in ogni caso, sembra non conoscere limiti.