16 Mar, 2026 - 10:30

“L’Iran è una sfida per la nostra sicurezza”, l’analisi dell’ammiraglio Cavo Dragone dopo l’attacco alle basi in Kuwait

“L’Iran è una sfida per la nostra sicurezza”, l’analisi dell’ammiraglio Cavo Dragone dopo l’attacco alle basi in Kuwait

Gli attacchi indiscriminati dell’Iran contro le basi militari e le infrastrutture strategiche nel Golfo Persico rappresentano una minaccia reale alla pace mondiale. Il rischio che il conflitto, da circoscritto alla regione mediorientale, si allarghi e diventi globale è più concreto ogni giorno in più di guerra. 

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare della Nato, non nasconde la preoccupazione per l’evolversi della crisi iraniana mentre l’operazione militare israelo-americana sembra allungarsi a data da destinarsi.

La minaccia iraniana coinvolge anche il nostro Paese come dimostrano i due attacchi subiti in una settimana dalle nostre basi

L’Italia può contare su una presenza importante nell’area della crisi nell’ambito delle missioni di peacekeeping Onu e Nato contro l’Isis, anche se il governo sta provvedendo ad alleggerire l’entità dei contingenti nell’area, facendo rientrare il personale militare e civile non indispensabile al prosieguo delle missioni. 

Il Golfo Persico è una polveriera sul punto di esplodere e ogni giorno in più di guerra potrebbe causare la scintilla fatale. 

Rischio guerra Italia, nostre basi sotto attacco: l’analisi di Cavo Dragone

Domenica 15 marzo, la base italiana di Ali Al Salem in Kuwait è stata oggetto di un attacco con un drone kamikaze. E’ il secondo episodio dopo quello di Erbil del 12 marzo. Anche questa volta non si registrano feriti, solo la distruzione di un drone italiano di ultimissima generazione fondamentale per l’attività del nostro contingente nell’area. 

In un post social l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ha espresso vicinanza e solidarietà ai militari italiani coinvolti e ai Paesi della regione che “stanno subendo attacchi indiscriminati”.

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“La grande professionalità e la prontezza dei nostri militari continuano a essere dimostrate anche in momenti di crisi. Fortunatamente, non si registrano feriti tra il personale. L’Alleanza resta solidale con tutti i Paesi e con il personale militare colpiti da questi attacchi.

Si legge nel post. 

L’ammiraglio NATO: “L’Iran è una minaccia per la nostra sicurezza”

E sono proprio gli attacchi indiscriminati e la strategia del caos iraniana a preoccupare gli analisti militari. L’imprevedibilità delle conseguenze delle ritorsioni di Teheran sono anche al centro dell’analisi del capo del Comitato militare della Nato. 

La situazione è estremamente delicata con l’Iran che secondo l’ammiraglio Cavo Dragone – secondo quanto riportato dal Corriere“costituisce una sfida alla nostra sicurezza”, che la Nato è pronta a respingere in qualsiasi momento, “anche nel Mediterraneo”.

Il rischio che la situazione precipiti in maniera repentina è concreto e preoccupa la Nato che al momento non è direttamente coinvolta nel nuovo conflitto nel Golfo Persico né in quello nel sud del Libano, ma che in più di un’occasione è stata sfiorata da vicino come nel caso dei missili sulla Turchia (intercettati prima che potessero colpire) o l’attacco alla base inglese nell’isola di Cipro. 

Rischio guerra in Italia, le ultime notizie dopo l’attacco alla base in Kuwait

Nella mattinata di domenica 15 marzo la base italiana di Ali Al Salem in Kuwait è stato oggetto di un attacco aere con un drone kamikaze, che ha danneggiato irreparabilmente un velivolo a guida remota italiano di ultimissima generazione. L’attacco non ha fatto registrare – fortunatamente – vittime o feriti tra i militari e il personale italiano. 

Un attacco che il governo italiano non ha esitato a definire attraverso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, “un atto di intimidazione" al pari di quelli che vengono riservati a tutti i paesi del Golfo. 

Nei giorni scorsi, come evidenziato anche dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale. 

“La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell’area", ha poi rassicurato Crosetto. 

E’ il secondo attacco subito da una base italiana nel Golfo Persico dopo quello di giovedì 12 marzo a Erbil nel Kurdistan iracheno.

Anche in quell’occasione non si registrarono feriti, ma l’attenzione nelle basi Nato nella regione è altissima, dal momento che il regime di Teheran ha detto molto chiaramente di considerarle degli obiettivi da colpire e ha chiesto lo smantellamento di tutte le basi internazionali nell’area.

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