Secondo Claudio Velardi, il direttore del Riformista con un passato da spin doctor di Massimo D'Alema, ci sono sei cose da fare in quest'ultima settimana se si vuole far vincere il Sì al referendum sulla riforma della Giustizia.
Certo, la prima è non abbattersi come sembra aver fatto Carlo Calenda nel suo ultimo post.
Ma, a parte questo: sono sei i segreti per sfatare il tabù delle riforme in Italia, per non condannare il nostro Paese an immobilismo dannoso.
I sei segreti svelati da Claudio Velardi per far vincere il Sì al referendum sulla Giustizia
Sono sei, quindi, le regole d'oro che secondo Claudio Velardi si devono seguire in questi ultimi sette giorni se si vuole far vincere il Sì al prossimo referendum sulla Giustizia. Ma il ragionamento del direttore del Riformista è partito così:
Manca una settimana esatta al voto. Ieri, a Roma, l'estrema sinistra, i centri sociali, i sindacati di base, i collettivi studenteschi pro - Palestina hanno fatto una manifestazione per il No sociale bruciando foto di Meloni e Nordio: questa è la loro campagna
Per quelli che hanno a cuore la riforma della magistratura, invece, "è il momento della massima lucidità per andare a vincere".
E allora: ecco le sei "regole d'oro per fare la campagna giusta da oggi al 22 marzo".
Prima regola della lista di Velardi:
Semplificare al massimo. Niente burocratese o lezioni di diritto costituzionale. Usate sempre l'esempio dell'arbitro di una partita: non può cenare o allenarsi con l'attaccante. Per questo bisogna separare le carriere
Seconda regola:
Battere i tasti giusti. Non fate l'elenco di tutta la riforma, non perdetevi nei dettagli. Colpite il vero nervo scoperto: con l'Alta corte e il sorteggio, chi sbaglia finalmente paga e finisce lo strapotere delle correnti dei magistrati
Terza regola:
Ricordare i casi concreti. Le persone non votano sui principi astratti ma sulle vite rovinate. Fate i nomi. Ricordate il calvario di Enzo Tortora e dei mille innocenti finiti nelle retate a strascico: le storie vere aprono gli occhi
Quarta regola:
Parlare agli indecisi. Non perdete tempo a litigare sui social con gli ultras del No o con i finti garantisti. Puntate dritto agli indecisi e a quelli che non sanno nemmeno che si vota
Quinta regola:
Zero risse. Loro urlano e provocano, voi sorridete. Il Sì deve essere percepito come il voto della logica, della tranquillità e del buon senso contro la rabbia e l'intolleranza
Sesta regola:
Corpo a corpo. La tv e i giornaloni non spostano neppure un voto. Non guardate i talk show, che sono dannosi e tossici: conta solo il passaparola. Parlate del voto di domenica prossima in ufficio, a cena, telefonate ad amici e parenti...
La conclusione per vincere il Referendum
Per Claudio Velardi, a conti fatti, se si seguono queste sei regole, "basta che ognuno ne convinca anche solo uno al giorno ed è fatta".
Sei consigli di un vecchio spin doctor, quindi, e una parola d'ordine:
Mettete le gambe in spalla, usate la testa: da oggi si fa sul serio