Intrighi familiari, lotte per il potere e un impero mediatico da miliardi di dollari. Se guardando "Succession" hai pensato che una storia così estrema potesse esistere davvero… beh, in parte hai ragione.
La serie HBO che ha conquistato pubblico e critica si è infatti ispirata a una delle famiglie più potenti e discusse del mondo dei media: i Murdoch.
Al centro di tutto c’è Rupert Murdoch, il magnate australiano che ha costruito uno degli imperi mediatici più influenti del pianeta. Ma proprio come nella serie, il vero drama non riguarda solo gli affari: riguarda anche i figli, la successione e una guerra familiare per il controllo dell’azienda.
Negli ultimi anni questa storia è tornata sotto i riflettori anche grazie alla docuserie Netflix "Dynasty: The Murdochs", che ha raccontato le tensioni tra Rupert e i suoi eredi. E tra trust miliardari, battaglie legali e rivalità tra fratelli, la realtà sembra quasi più incredibile della fiction.
La figura che ha ispirato il personaggio di Logan Roy in "Succession" è proprio Rupert Murdoch.
Nato nel 1931 in Australia, Murdoch ha iniziato la sua carriera nel 1952 quando ha ereditato dal padre un piccolo giornale locale, The News. Da lì ha costruito un impero mediatico globale che ha incluso giornali, televisioni e case editrici.
Nel corso dei decenni ha acquisito testate e aziende fondamentali, tra cui il "The Sun", il "New York Post", il "Wall Street Journal", "Fox News", "HarperCollins". La sua holding, News Corporation, è diventata una delle realtà mediatiche più influenti del mondo.
Murdoch ha spiegato così la sua passione per il giornalismo: "Perché mi occupo di giornali? Semplicemente li adoro".
Nonostante il successo, la sua carriera non è stata priva di scandali. Nel 2011, ad esempio, il tabloid britannico News of the World è stato chiuso dopo uno scandalo di intercettazioni telefoniche che ha coinvolto la redazione.
Anche la sua vita privata è stata movimentata: Murdoch si è sposato cinque volte e ha avuto sei figli, molti dei quali sono entrati a far parte della sua dinastia mediatica.
Proprio come nella trama di "Succession", il vero conflitto nella famiglia Murdoch riguarda la domanda più importante: chi prenderà il posto del patriarca?
Rupert ha sei figli: Prudence Murdoch, Elisabeth Murdoch, Lachlan Murdoch, James Murdoch, Grace Murdoch, Chloe Murdoch. I primi quattro sono stati per anni i protagonisti della corsa alla successione.
Il giornalista Jim Rutenberg ha descritto così la dinamica familiare nella docuserie Netflix:
Una frase che riassume perfettamente la tensione tra affetti e potere che ha segnato la famiglia. Per anni i figli hanno lavorato nelle aziende del padre, ma con visioni molto diverse sul futuro del gruppo.
Se Succession racconta la rivalità tra fratelli per il controllo dell’azienda, nella famiglia Murdoch la sfida principale ha riguardato Lachlan e James.
Lachlan Murdoch, nato nel 1971, ha seguito più da vicino la linea imprenditoriale del padre. Dopo aver lavorato per anni nelle aziende di famiglia, nel 2023 Rupert lo ha scelto come suo successore alla guida del gruppo.
In quell’occasione Lachlan ha dichiarato: "Lo ringraziamo per la sua visione e il suo spirito pionieristico".
James Murdoch, invece, ha preso spesso posizioni diverse da quelle del padre, soprattutto sul piano politico e editoriale. Nel 2020 ha lasciato il consiglio di amministrazione di News Corp spiegando che non condivideva alcune scelte editoriali.
La rivalità tra i due fratelli ha rappresentato uno dei nodi centrali della dinastia.
Un’altra figura chiave della famiglia è Elisabeth Murdoch, imprenditrice televisiva molto rispettata nel settore.
Dopo aver lavorato per l’azienda di famiglia, ha deciso di costruire un percorso indipendente fondando la società di produzione Shine, che ha prodotto programmi come MasterChef e The Biggest Loser.
In un’intervista ha spiegato: "Volevo un’attività tutta mia. Sentivo di poter ottenere grandi risultati".
La società è stata poi acquistata dalla News Corp nel 2011 per 674 milioni di dollari, ma Elisabeth ha successivamente avviato un nuovo progetto produttivo chiamato Sister, responsabile di serie di successo come "Chernobyl".
Nonostante il talento imprenditoriale, secondo alcune ricostruzioni Rupert avrebbe sempre visto i figli maschi come successori più naturali.
Il momento più drammatico della storia recente della famiglia Murdoch è arrivato nel 2024. Rupert ha deciso di modificare il trust familiare creato nel 1999 per garantire pieni poteri a Lachlan. La decisione ha scatenato una battaglia legale tra i fratelli.
Prudence, Elisabeth e James si sono opposti alla scelta del padre, portando la disputa davanti ai tribunali. Alla fine la controversia si è conclusa con un accordo: Lachlan ha ottenuto il controllo dell’impero mediatico, mentre gli altri fratelli hanno ricevuto 1,1 miliardi di dollari ciascuno per le loro quote.
È stata una soluzione che ha chiuso la causa ma ha lasciato profonde tensioni familiari. La storia dei Murdoch dimostra quanto la trama di "Succession" sia vicina alla realtà.
La serie racconta la famiglia Roy e il patriarca Logan Roy, ma molte dinamiche ricordano chiaramente quelle della dinastia Murdoch: rivalità tra fratelli, lotte per il potere e un impero mediatico gigantesco.
Non a caso la docuserie Netflix "Dynasty: The Murdochs" ha riportato al centro del dibattito queste tensioni familiari, mostrando come affari e relazioni personali possano intrecciarsi in modo esplosivo.
Alla fine, proprio come nella fiction, la domanda che ha dominato la storia è sempre stata la stessa: chi erediterà davvero il potere? E nel caso dei Murdoch, la risposta sembra ormai chiara. Il successore scelto da Rupert è Lachlan.
Ma come insegnano le grandi saghe familiari - sia televisive che reali - il vero finale potrebbe non essere ancora stato scritto.