15 Mar, 2026 - 16:40

Lorusso, il reporter italiano a Mosca contro la censura italiana sulle guerre in corso

Lorusso, il reporter italiano a Mosca contro la censura italiana sulle guerre in corso

Vincenzo Lorusso, il reporter italiano che vive a Mosca, ha pubblicato un libro - "Ciak, si censura!" - con sottotitolo "Quello che non vi hanno fatto vedere" edito da 4Punte.

Si tratta di un lavoro che ha preso spunto da una serie di suoi documentari incentrati sulla guerra in Ucraina. Ma che vale anche per l'attuale scenario bellico in Iran e in tutto il Medio Oriente.

Come dire: quando scoppia un conflitto, la prima vittima è la verità. E, per Lorusso, la vera censura che si subisce in Italia è quella dell'Occidente, non quella dei regimi.

A Tag24 ne ha parlato indossando un cappellino significativo.

In bella evidenza, infatti, si vede la bandiera della Federazione Russa, un Paese che Lorusso ama e non fa proprio nulla per nasconderlo. Tant'è che, al nostro sito, confida che tra poco prenderà anche la cittadinanza di Mosca.

Lorusso, il giornalista italiano a Mosca che si batte contro la censura italiana

Il libro di Lorusso nasce dalla volontà di abbattere quello che, secondo lui, è un vero e proprio muro di gomma. L'informazione mainstream del nostro Paese, dal suo punto di vista, fa da megafono a una propaganda occidentale coordinata dalla Cia. 

Lorusso, quindi, spedisce al mittente l'accusa che si leva dalle nostre parti di subire la propaganda del Cremlino. Per lui, a dire più bugie sulla guerra in corso in Ucraina, è proprio l'Occidente.

Sta di fatto che quello ucraino non è il solo fronte di guerra dove la prima vittima è la verità.

Quando, ad esempio, gli si chiede un parere sulla telefonata intercorsa tra Putin e Trump a seguito della quale il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la sospensione delle sanzioni nei confronti di Mosca, l'ha messa così:

virgolette
Se, dopo quattro anni di sanzioni, sanzioni, sanzioni, decidi di sospenderle, probabilmente qualcosa non ha funzionato...

Ma cosa, più nello specifico? Perché le sanzioni non hanno funzionato a Mosca come a Teheran? Per Lorusso, la risposta è semplice:

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Perché in nessuno dei due casi hanno portato a una rivolta interna. Questo è un errore che l'Occidente fa spesso. Pensa che con le sanzioni, al netto delle difficoltà che comportano, può scatenare delle reazioni interne contro le leadership. Pensa che senza McDonald's e l'iPhone i giovani di quei Paesi non possano stare. Ma questa è la dimostrazione che l'Occidente non conosce né la Russia né l'Iran

Dietro la resistenza iraniana c'è la Russia?

In ogni caso, una delle domande che si fanno tutti in questi giorni è se dietro la resistenza del regime degli ayatollah a Teheran ci sia proprio Mosca.

Lorusso, a tal proposito, dice che questo non si può sapere. Notizie ufficiali non ci sono.

virgolette
Ma di sicuro i rapporti tra Iran e Russia sono buoni. Certo, bisognerebbe anche intendersi su cosa significa che hanno buoni rapporti. L'invio di armi? Ma questo non si può sapere...

Sta di fatto che quello che Lorusso si sente di dire è che la Russia di Putin sia in Iran, sia prima ancora in Palestina, tende sempre a ritagliarsi un ruolo da mediatrice 

virgolette
Ruolo che normalmente dovrebbe spettare all'Europa, ma che la follia dei suoi leader le nega. Poi si lamentano che nessuno li vuole nei tavoli delle trattative... 

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