15 Mar, 2026 - 11:30

Trump chiede aiuto all'Europa per lo Stretto di Hormuz: l'Ue risponde con la missione Aspides? Italia in prima linea 

 Trump chiede aiuto all'Europa per lo Stretto di Hormuz: l'Ue risponde con la missione Aspides? Italia in prima linea 

La crisi iraniana è entrata nella sua terza settimana di guerra e la crisi energetica inizia mordere le caviglie delle potenze mondiali. 

Ieri il presidente americano Donald Trump ha lanciato un appello alle potenze europee affinchè inviino anche le proprie navi militare nello Stretto di Hormuz per scortare le petroliere e le navi cargo. 

Non è mai stato un mistero per nessuno che il controllo del canale nel Golfo Persico rappresentava l'arma in più del regime di Teheran. Un'arma che con il protrarsi della guerra assume un ruolo sempre più strategico.

Con il transito paralizzato dopo gli attacchi israelo americani, la crisi energetica globale si aggrava.

Trump chiede aiuto a Gran Bretagna e Francia, ma Bruxelles sta già ragionando su una risposta autonoma con l'operazione Aspides.

In programma per domani – lunedì 16 marzo 2026 –  il Consiglio Affari Esteri in cui i ministri dei Paesi membri discuteranno proprie dell'ipotesi della modifica del mandato della operazione militare Ue  Aspides per consentirle di operare nello Stretto di Hormuz.

Una decisione che "non è stata ancora presa", fanno sapere da Bruxelles, ma che sarà sul tavolo del vertice. L'Italia è in prima linea nella missione a cui partecipa con tre navi della nostra marina militare.

Cos’è la missione Aspides e perché ora è decisiva nello Stretto di Hormuz 

La missione navale Aspides è stata lanciata dall'UE nel 2024 a scopo difensivo nel Mar Rosso, Golfo di Aden e sulle rotte marittime verso il Golfo di Oman e il Golfo Persico.

L'obiettivo della missione è quello di proteggere il traffico mercantile dagli attacchi dei guerriglieri Houthi (alleati dell'Iran). 

L'Europa, domani, dovrà discutere l'ipotesi di un ampliamento della missione allo Stretto di Hormuz – anche su pressione degli operatori di shipping - per il quale al momento è previsto un 'mandato non esecutivo', ma solo di monitoraggio, poichè non prevede una protezione fisica delle navi in caso di attacco durante il passaggio attraverso lo stretto. 

Con la chiusura dello Stretto da parte del regime di Teheran e l'escalationn della tensione nella regione appare necessario rivedere le condizioni della missione e un'eventuale aumento del numero delle navi da impegare.

Nulla è stato ancora deciso – chiariscono fonti da Bruxelles – ma l'esigenza è chiara: senza capacità extra, Aspides resta inefficace contro il blocco che soffoca esportazioni di idrocarburi.

Trump chiama l’Europa: Aspides diventa il banco di prova dell’autonomia strategica Ue 

Al Consiglio degli Affari Esteri di domani si discuterà proprio di questo, della necessità di rendere più efficace la presenza delle navi militari europee nell'area alla luce delle mutate condizioni geopolitiche.

Si tratta di una scelta non semplice che potrebbe portare ad un'escalation della tensione.

L'UE punta a riaprire il transito nello stretto tra Iran e Oman attraverso canali diplomatici e fa sapere che una modifica del mandato non è prioritaria al momento. Fonti ufficiali di Bruxelles chiarisono che lunedì si discuterà principalmente dell'ipotesi di inviare più navi per 'scortare' i cargo mercantili. 

Secondo una fonte diplomatica europea, al momento la missione "manca di capacità" sufficienti e avrà sicuramente bisogno di "più asset", se vuole contribuire a garantire la libertà di navigazione nello Stretto.

Si tratta anche di un test per l'autonomia strategica da parte dell'Ue da Washington. Bruxelles prova ad organizzarsi per non dipendere completamente dagli Usa per la sicurezza delle proprie imbarcazioni mercatili in transito nel Golfo Persico.

Il ruolo chiave dell’Italia nella missione navale europea 

L'Italia ha un ruolo chiave all'interno dell'operazione Aspides ed è tra i principali contributori della missione

Fornisce il Force Commander, con gli ufficiali italiani che dirigono il comando tattico dal quartier generale ad Atene, coordinando tutte le unità Ue. Il nostro Paese è subentrato alla Grecia nel marzo 2024 come nazione leader.

Attualmente l'impegno massimo italiano può arrivare fino a 3 unità navali, 5 mezzi aerei e 642 unità personale. La Virginio Fasan (Fremm ASW) è l'attuale flagship. E' l'unità di punta, con capacità anti-drone, anti-missile e sommergibili; opera come centro comando flottiglia.  

Presenti nell'area anche il cacciatorpediniere Caio Duilio e la fregata Federico Martinengo. L'Italia copre il Mar Rosso e il Golfo Aden, proteggendo rotte vitali (petrolio/gas) dagli attacchi dei ribelli. Insieme all'Italia partecipano alla missione anche Francia e Grecia. 

Espandere Aspides a Hormuz: rischi di escalation militare e divisioni politiche 

Espandere l'operazione Aspides a llo Stretto di Hormuz comporta molti rischi.Un "mandato esecutivo", infatti, trasformerebbe Aspides da missione difensiva (scorta a distanza) a intervento attivo, permettendo scorte fisiche ravvicinate o azioni dirette contro minacce. 

Il nuovo mandato potrebbe provocare scontri con i Pasdaran iraniani con il rischio di escalation del conflitto. E' per questo che l'Europa tiene una posizione cauta – anche alla luce delle divisioni tra i paesi membri – dando priorità alla via diplomatica. 

Esiste, tuttavia, anche la consapevolezza che non intervenire sulla questione potrebbe mandare un messaggio di debolezza di fronte a Trump e all'Iran. 

Senza l'invio immediato di "più asset", Aspides potrebbe essere percepita come un "bluff": simbolica ma inefficace, esponendo l'Europa alle critiche di Trump, che chiede un impegno diretto. 

 

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