L’Inter si avvicina alla fase decisiva del campionato con un vantaggio ancora significativo, ma con una sensazione che aleggia nello spogliatoio e tra i tifosi: quella di aver già vissuto questo copione.
Negli ultimi anni i nerazzurri hanno visto sfumare due Scudetti quando sembravano avere il controllo della corsa, prima contro il AC Milan nel 2022 e poi contro il SSC Napoli nel 2025.
Adesso la squadra guidata da Cristian Chivu è di nuovo davanti a tutti in Serie A, ma il recente rallentamento – tra il derby perso e il pareggio contro l’Atalanta BC – ha riacceso dubbi e paure.
Con nove giornate ancora da giocare, la sensazione è che la stagione dell’FC Internazionale Milano sia arrivata al momento più delicato: quello in cui il vantaggio va difeso non solo sul campo, ma anche nella testa.
Per lunghi tratti della stagione l’Inter è sembrata la squadra più solida del campionato. Vittorie in serie, attacco produttivo e una classifica che sembrava mettere distanza tra i nerazzurri e le principali rivali.
Poi, all’improvviso, qualcosa si è inceppato. La sconfitta nel derby contro il AC Milan ha interrotto una lunga striscia positiva e ha restituito fiducia alle inseguitrici. Il successivo pareggio interno con l’Atalanta BC ha confermato la sensazione di una squadra meno brillante e meno cinica rispetto a qualche settimana fa.
Il problema non riguarda soltanto i punti lasciati per strada. È l’impressione generale a preoccupare: l’Inter sembra aver perso parte della sicurezza che l’aveva accompagnata nella prima metà della stagione. Nelle ultime settimane sono emerse difficoltà nel chiudere le partite e nel mantenere il controllo nei momenti più tesi, aspetti che nelle volate Scudetto fanno spesso la differenza.
Un altro dato che alimenta le preoccupazioni riguarda il rendimento negli scontri diretti. Contro le principali rivali del campionato l’Inter non ha avuto la continuità che ci si aspetterebbe da una squadra candidata al titolo.
Le due sconfitte nei derby contro il AC Milan pesano non solo in classifica ma anche sul piano psicologico. A queste si aggiungono risultati poco convincenti contro il SSC Napoli e la Juventus FC, segnale di una squadra che fatica a imporsi quando la pressione si alza.
In un campionato equilibrato come la Serie A, la capacità di vincere o almeno non perdere gli scontri diretti è spesso decisiva. L’Inter, invece, ha lasciato per strada troppi punti proprio nelle partite che avrebbero potuto indirizzare definitivamente la corsa al titolo.
Il primo grande fantasma che aleggia sulla stagione nerazzurra risale al campionato 2021-2022. L’Inter allenata da Simone Inzaghi era partita con l’obiettivo di difendere il titolo conquistato l’anno precedente sotto la guida di Antonio Conte.
Per mesi i nerazzurri erano rimasti in vetta alla classifica, ma tra febbraio e marzo arrivò un improvviso calo di risultati. Pareggi inattesi e una sconfitta pesantissima nel derby permisero al AC Milan di rientrare in corsa.
La doppietta di Olivier Giroud nella stracittadina di ritorno cambiò completamente l’inerzia del campionato. I rossoneri, guidati da Stefano Pioli, completarono la rimonta e conquistarono lo Scudetto all’ultima giornata, lasciando all’Inter un secondo posto pieno di rimpianti.
Se il 2022 è stato un campanello d’allarme, il campionato 2024-2025 ha trasformato quel ricordo in una vera ferita sportiva. L’Inter arrivava da campione d’Italia e partiva ancora una volta come favorita, con una rosa rinforzata e grandi aspettative.
Ma nella fase finale la squadra perse improvvisamente terreno. Le sconfitte ravvicinate contro il Bologna FC 1909 e l’AS Roma ribaltarono la classifica e permisero al SSC Napoli di operare il sorpasso.
La squadra allenata da Antonio Conte riuscì a difendere il primo posto fino all’ultima giornata, conquistando il titolo davanti ai nerazzurri. Per l’Inter fu l’ennesima dimostrazione di quanto possa essere fragile un vantaggio quando la pressione aumenta.
Ora il compito più difficile spetta a Cristian Chivu. L’allenatore rumeno ha il merito di aver ricompattato la squadra in un momento complicato della stagione, mantenendola comunque in testa alla Serie A.
Tuttavia la gestione di una volata Scudetto rappresenta una prova nuova anche per lui. Le prossime settimane non richiederanno soltanto scelte tattiche efficaci, ma soprattutto la capacità di mantenere alta la concentrazione e di proteggere il gruppo dalla pressione esterna.
Perché in questo momento la vera partita dell’Inter si gioca nella testa dei suoi giocatori. Evitare che i ricordi del 2022 e del 2025 condizionino le prestazioni sarà fondamentale per non trasformare un vantaggio costruito con mesi di lavoro nell’ennesimo rimpianto.