Il mondo dell’hard rock e dell’heavy metal si è svegliato con una notizia che segna la fine di un'era: Phil Campbell, lo storico chitarrista dei Motorhead, si è spento all'età di 64 anni.
La sua scomparsa, avvenuta il 14 marzo 2026, lascia un vuoto non solo per la sua incredibile eredità musicale, ma anche per l’umanità di un artista che ha saputo restare una colonna portante del rock mondiale per oltre quattro decenni.
La notizia della morte di Phil Campbell è stata confermata ufficialmente attraverso un comunicato congiunto della sua famiglia e della sua attuale band, i Phil Campbell and the Bastard Sons, gruppo che lo vedeva protagonista sul palco insieme ai suoi tre figli Todd, Dane e Tyla.
Il musicista si è spento serenamente a Pontypridd, sua città natale in Galles, dopo aver combattuto una battaglia coraggiosa in terapia intensiva. Secondo quanto emerso dalle prime informazioni, il decesso sarebbe avvenuto a causa di complicazioni insorte in seguito a un complesso e importante intervento chirurgico a cui il chitarrista era stato sottoposto recentemente.
Le avvisaglie di un peggioramento delle sue condizioni di salute erano arrivate già nel mese di febbraio 2026, quando la sua band era stata costretta ad annullare improvvisamente un tour che avrebbe dovuto toccare l’Australia e l’Europa tra marzo e maggio. In quell'occasione erano stati citati generici "motivi di salute" basati su pareri medici, ma la gravità della situazione era rimasta riservata fino al tragico epilogo.
Nel messaggio d'addio dei familiari, Phil è stato ricordato non solo come il leggendario chitarrista soprannominato "Wizzö", ma soprattutto come un marito devoto, un padre fantastico e un nonno orgoglioso, chiamato affettuosamente "Bampi".
La famiglia ha chiesto il massimo rispetto per la privacy in questo momento di profondo dolore, sottolineando come la musica e i ricordi creati da Phil vivranno per sempre nei cuori di chi lo ha amato.
Philip Anthony Campbell era nato il 7 maggio 1961 e aveva legato indissolubilmente il suo nome alla storia dei Motörhead. Entrato nella band nel 1984 per sostituire Brian Robertson, Phil riuscì a conquistare immediatamente la fiducia del carismatico leader Lemmy Kilmister.
Quello che inizialmente doveva essere l'inserimento di un solo chitarrista si trasformò in una rivoluzione: Lemmy fu così colpito dalla sinergia tra Campbell e Michael "Würzel" Burston da decidere di assumerli entrambi, trasformando eccezionalmente il gruppo in un quartetto.
Per oltre trent’anni, fino allo scioglimento avvenuto nel 2015 a seguito della morte di Lemmy, Campbell è stato il motore dei riff più iconici del gruppo. La sua firma è impressa in album fondamentali come "Orgasmatron", "1916" e "Bastards".
Nonostante la sua umiltà lo portasse spesso a stare un passo indietro rispetto alla figura debordante del frontman, Phil rivendicava con orgoglio la paternità della maggior parte del materiale creativo del "periodo d'oro" della band. In recenti interviste, aveva ribadito di non considerarsi un chitarrista prettamente heavy metal, preferendo la definizione di puro "rock'n'roll", in piena sintonia con la filosofia della band.
Dopo la fine dei Motörhead, Phil non aveva appeso la chitarra al chiodo, anzi, aveva trovato nuova linfa vitale nella dimensione familiare con i "Bastard Sons" e pubblicando nel 2019 il suo acclamato primo album solista, "Old Lions Still Roar", che vantava collaborazioni con Alice Cooper, Rob Halford e Dee Snider.
La sua scomparsa a 64 anni rappresenta la perdita di un architetto del suono, un uomo che ha saputo interpretare la chitarra con una potenza e un'integrità raramente eguagliabili. Con Phil Campbell se ne va l'ultimo grande custode del suono di una delle band più rumorose e influenti della storia della musica.