Il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, ha confermato per la prima volta pubblicamente che sono in corso colloqui tra Cuba e Stati Uniti. Il leader dell’Avana ha spiegato che le parti si trovano ancora in una fase iniziale del dialogo, volto a cercare soluzioni alle divergenze bilaterali. L’apertura arriva mentre l’isola affronta una grave crisi energetica e ha annunciato anche il rilascio di 51 prigionieri come gesto di buona volontà.
Miguel Díaz-Canel ha confermato che sono in corso colloqui con gli Stati Uniti. Durante un discorso del 13 marzo 2026, il presidente cubano ha confermato per la prima volta pubblicamente i colloqui con Washington. Il leader cubano ha affermato che le parti si trovano nella fase iniziale dei colloqui e che questi ultimi sono incentrati sulla "ricerca di soluzioni alle divergenze bilaterali".
Díaz-Canel ha anche aggiunto che ci sono "fattori internazionali che hanno facilitato questi scambi".
Il presidente cubano ha affermato che l'Avana è aperta al dialogo ma ha evidenziato che i negoziati devono avvenire senza interferenze e con rispetto reciproco tra i due paesi.
Cuba attraversa una crisi energetica scatenata dalla carenza di carburante. Gli equilibri nella regione sono cambiati dopo l'arresto del presidente venezuelano, Nicolás Maduro, in un'operazione statunitense del 3 gennaio. Il Venezuela era il principale fornitore di petrolio verso l'isola. Trump ha bloccato le spedizioni di petrolio verso Cuba.
Nelle ultime settimane l'isola caraibica è stata soggetta a blackout energetici prolungati e alle ripercussioni della crisi energetica sulle attività economiche e sociali.
Il mnistero degli Esteri di Cuba ha annunciato il 12 marzo, tramite un comunicato stampa, che 51 prigionieri saranno liberati nei giorni successivi come gesto di buona volontà.