Il Consiglio Supremo di Difesa ha chiarito oggi la posizione dell’Italia rispetto alla crisi nel Golfo Persico: il Paese non parteciperà alla guerra in Iran, condanna gli attacchi ai civili e ribadisce che la difesa dell’ordine internazionale resta affidata all’Onu.
Il vertice di oggi – venerdì 13 marzo – al Quirinale è stato presieduto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ha visto la partecipazione della premier Giorgia Meloni, dei ministri Tajani, Crosetto, Giorgetti e Urso, e dei vertici militari, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano.
Vertice Consiglio Supremo di Difesa: ordine nel caos della crisi Iran-Golfo Persico
In poco più di due ore e mezza di vertice si è messo ordine nel caos degli eventi delle ultime due settimane.
Nella nota diffusa a termine del Consiglio si afferma, infatti, che l'attuale scenario di crisi “si è a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran", rispetto alla quale il Consiglio manifesta "grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione".
Nella nota, tuttavia, si sottoline anche che il conflitto si è allargato e per la reazione dell'Iran che “rischia di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche".
Il Consiglio supremo di Difesa fuga, inoltre, ogni possibile dubbio rispetto alla posizione dell'Italia sul ruolo dell'Onu su cui è “incentrato l'ordine internazionale”, oggi messo a rischio dalla “moltiplicazione delle iniziative unilaterali”.
Una sottolineatura non di poco conto se letta alla luce delle recenti polemiche sul Board of Peace di Trump e che rimette l'Italia al centro del diritto internazionale.
Il cuore del comunicato è la non partecipazione dell’Italia alla guerra, in linea con l’articolo 11 della Costituzione, che vieta l’uso della guerra come strumento di politica estera.
"L’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra”, si legge nella nota conclusiva in cui non si parla di “cessate il fuoco”, ma si sottolinea l'impegno dell'Italia a “ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica nel pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione".
Il Consiglio sottolinea come la situazione internazionale sia resa ancora più instabile dall’aggressione russa all’Ucraina, dall’indebolimento delle istituzioni multilaterali e dalla crescente violazione del diritto internazionale.
Il comunicato esprime forte condanna per gli attacchi a civili, inclusi bambini, come nella strage della scuola di Minab, e invita Israele a evitare reazioni sproporzionate alle azioni di Hezbollah in Libano, per proteggere la popolazione civile.
Il Consiglio ha confermato che l’Italia consentirà l’uso delle proprie basi militari da parte delle forze statunitensi solo nel rispetto degli accordi internazionali vigenti, limitatamente ad attività di supporto tecnico-logistico e addestramento.
Eventuali richieste che superino questi limiti saranno sottoposte al Parlamento.
Il comunicato ribadisce ,infine, anche l’importanza del coordinamento con gli alleati europei – in particolare Francia, Germania e Regno Unito – per la gestione delle emergenze legate al conflitto, come il lancio di missili verso Cipro e Turchia, intercettati dalle difese NATO nel Mediterraneo orientale.