13 Mar, 2026 - 15:35

Riforma della Giustizia, per Sechi ieri Meloni ha anticipato una grande novità

Riforma della Giustizia, per Sechi ieri Meloni ha anticipato una grande novità

La fase finale della campagna referendaria è stata avviata ieri dal centrodestra con una grande manifestazione tenutasi presso il teatro Parenti di Milano.

All'evento ha partecipato anche la premier Giorgia Meloni, la quale, del resto, già era scesa in campo con il videomessaggio diffuso ad inizio settimana.

Fatto sta che, per il direttore di Libero Mario Sechi, ieri, il presidente del Consiglio, oltre a ripetere i buoni motivi per votare Sì al referendum, ha dato sull'argomento anche un'altra indicazione di cui si farebbe bene a tenere conto.

Sechi e la riforma della Giustizia: cosa ha detto di nuovo la premier

Secondo il direttore di Libero Mario Sechi, dalla serata di ieri del centrodestra sulla riforma della Giustizia, c'è da sottolineare un aspetto finora inedito:

virgolette
Giorgia Meloni ieri a Milano ha ripercorso con pazienza e metodo i cardini della riforma e ha ribadito che l'obiettivo è quello di liberare i magistrati dalla trappola delle correnti, dal controllo della politica, da una cultura giuridica corrotta dall'ideologia...

Ma la novità dov'è?

virgolette
La novità, nel discorso di Meloni, riguarda la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura e il rapporto con il parlamento: Io penso che la legge attuativa della riforma debba prevedere un periodo di decantazione, cioè qualche anno deve passare perché chi è stato in politica possa aspirare a entrare nei membri laici del Csm...

Che significa tutto questo per Sechi?

virgolette
La premier ha elencato i nomi degli ultimi vicepresidenti del Csm e ha chiosato: Virginio Rognoni, Nicola Mancino, Michele Vietti, Giovanni Legnini, Davide Ermini, tutte persone degnissime, ma vi sembra che fossero estranee alla politica? Non lo erano, come non lo sono i laici del Csm in carica. Il passaggio è significativo perché anticipa - se la riforma verrà approvata dagli elettori - uno degli elementi dei futuri decreti attuativi

I decreti attuativi della riforma

Ciò che oggi, nel suo consueto editoriale, sottolinea Mario Sechi è che i decreti attuativi della riforma della Giustizia, se il 22 e il 23 marzo prossimi vincerà il Sì, saranno, nelle intenzioni della premier, un'ulteriore garanzia di non intromissione della politica nel mondo della magistratura.

Come dire: se qualcuno pensa davvero di votare No perché il governo vorrebbe tentare di sottomettere le toghe, è servito. In definitiva, per il direttore di Libero, lo scenario che si profila è questo:

virgolette
Non si separano solo le carriere dei magistrati, la decantazione per chi ha rivestito cariche politiche crea una salutare distanza tra l'inevitabile spirito partigiano dei protagonisti della lotta politica e il Csm, l'organo di autogoverno della magistratura, il cuore del sistema

In conclusione, quindi, per Sechi, "la riforma sdoppia il Csm, ne rafforza l'indipendenza con il sorteggio e, con l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare, lo sottrae alla prassi del "todos caballeros" anche quando si è in presenza di "villanos". Chi è in gamba, fa carriera. Chi è indipendente, non ne è escluso. Chi sbaglia, paga. Sono sani principi che meritano di essere trasformati in legge dello Stato votando Sì". 

 

 

LEGGI ANCHE