La fase finale della campagna referendaria è stata avviata ieri dal centrodestra con una grande manifestazione tenutasi presso il teatro Parenti di Milano.
All'evento ha partecipato anche la premier Giorgia Meloni, la quale, del resto, già era scesa in campo con il videomessaggio diffuso ad inizio settimana.
Fatto sta che, per il direttore di Libero Mario Sechi, ieri, il presidente del Consiglio, oltre a ripetere i buoni motivi per votare Sì al referendum, ha dato sull'argomento anche un'altra indicazione di cui si farebbe bene a tenere conto.
Secondo il direttore di Libero Mario Sechi, dalla serata di ieri del centrodestra sulla riforma della Giustizia, c'è da sottolineare un aspetto finora inedito:
Ma la novità dov'è?
Che significa tutto questo per Sechi?
Ciò che oggi, nel suo consueto editoriale, sottolinea Mario Sechi è che i decreti attuativi della riforma della Giustizia, se il 22 e il 23 marzo prossimi vincerà il Sì, saranno, nelle intenzioni della premier, un'ulteriore garanzia di non intromissione della politica nel mondo della magistratura.
Come dire: se qualcuno pensa davvero di votare No perché il governo vorrebbe tentare di sottomettere le toghe, è servito. In definitiva, per il direttore di Libero, lo scenario che si profila è questo:
In conclusione, quindi, per Sechi, "la riforma sdoppia il Csm, ne rafforza l'indipendenza con il sorteggio e, con l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare, lo sottrae alla prassi del "todos caballeros" anche quando si è in presenza di "villanos". Chi è in gamba, fa carriera. Chi è indipendente, non ne è escluso. Chi sbaglia, paga. Sono sani principi che meritano di essere trasformati in legge dello Stato votando Sì".