13 Mar, 2026 - 14:30

Referendum sulla Giustizia, perché a Napoli gli studenti hanno abbandonato un convegno: cosa è successo

Referendum sulla Giustizia, perché a Napoli gli studenti hanno abbandonato un convegno: cosa è successo

A Napoli, nella storica biblioteca di Castel Capuano, un convegno sulla riforma della Giustizia in vista del referendum del 22 e del 23 marzo prossimi ha scatenato polemiche con la fuga di circa 150 studenti di vari licei partenopei.

L'evento, presentato come un momento prettamente formativo, è degenerato in un fuggi-fuggi ripreso e diffuso sui social.

Al che, l'Ufficio Scolastico Regionale della Campania ha avviato verifiche per appurare se un evento presentato come neutrale in realtà non era un modo per propagandare le ragioni del Sì alla riforma Nordio.

Il fuggi fuggi degli studenti al convegno sulla riforma della Giustizia

L'episodio si è verificato l'altroieri, l'11 marzo, nella biblioteca intitolata ad Alfredo De Marsico a Castel Capuano. Gli studenti dei licei di Napoli erano invitati ad assistere a un dibattito sulle "posizioni giuridiche" insite al prossimo referendum sulla Giustizia. 

Fatto sta che, secondo chi l'ha contestato, erano presenti solo relatori del fronte del Sì, tra cui il sottosegretario leghista Ostellari e il parlamentare del Carroccio Gianluca Cantalamessa.

Non c'era, quindi, contraddittorio. Così, i maturandi, dopo aver protestato per la mancanza di un confronto, si sono alzati in massa urlando "propaganda, propaganda" e abbandonando la sala, seguiti da alcuni professori e da un dirigente scolastico.

Il video del fuggi-fuggi è diventato virale su X e Instagram, trasformando l'evento in un caso politico.

Perché chi è andato via ha detto che il convegno era uno spot per il Sì al referendum

Gli studenti hanno motivato l'uscita con la totale assenza di pluralismo:

virgolette
Non vogliamo essere indottrinati, questo è solo uno spot pro-Sì. Noi abbiamo un esame di Stato e dobbiamo studiare, questo non è un evento formativo

hanno detto alcuni di loro.

L'evento, presentato alle scuole come "culturale e formativo", per loro, si è rivelato un comizio unilaterale senza voci del No, il che è stato percepito come una censura.

L'Ufficio Scolastico Regionale della Campania ha confermato questa versione e ha deciso di avviare delle indagini per garantire più equilibrio in futuro. In più, ha sottolineato che la parzialità dell'evento ha compromesso l'obiettività educativa con cui si era presentato lo stesso. 

Come dire: le ultime battute della campagna referendarie sono ricche di tensione anche nelel occasioni in cui dovrebbe essere solo un'occasione di crescita.

 

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