13 Mar, 2026 - 12:40

Referendum sulla Giustizia, Travaglio ha paura di perdere: "Ma comunque io non mi sputerò allo specchio"

Referendum sulla Giustizia, Travaglio ha paura di perdere: "Ma comunque io non mi sputerò allo specchio"

Lui si batterà fino alla fine per il No. Marco Travaglio annuncia che l'ultima settimana che ci separa dal referendum sulla Giustizia sarà per lui e il suo giornale una settimana di fuoco.

Il direttore del Fatto Quotidiano ha paura che troppi elettori di centrosinistra e soprattutto del suo partito, il Movimento Cinque Stelle, non vadano a votare o, peggio, che vadano a votare Sì.

Allora ha deciso di rischiare il tutto per tutto. Di bombardare a tappeto contro la riforma Nordio fino all'ultimo minuto consentito:

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Così, comunque andrà a finire, potremo dire di aver fatto tutto ciò che era umanamente possibile per sventare questo ennesimo attentato alla Costituzione. E guardarci allo specchio senza sputarci in faccia

Travaglio ha paura di perdere il referendum sulla Giustizia: "Ma io non mi sputerò allo specchio"

Marco Travaglio intende il giornalismo così: non un mezzo di informazione quanto più obiettivo possibile, ma come mezzo di parte, di propaganda per una parte politica.

La partita del referendum, quindi, non può non sentirla sua come se fosse a capo di un partito politico.

In passato era anche lui per il sorteggio al Csm? Poco importa. Ora, pur di andare contro il governo Meloni, promette che non si risparmierà fino all'ultimo minuto valido per bocciare la riforma della Giustizia targata Nordio.

Per lui è soprattutto una questione di principio, una questione politica. Non di merito.

Ma tant'è: è anche una questione davanti alla quale non vorrebbe soccombere rimanendo a guardare senza muovere un dito tanti elettori del centrosinistra e del suo Movimento Cinque Stelle che rimangono a casa o, peggio ancora (come hanno avvertito i sondaggi), andare a votare a favore della riforma.

A tal proposito, come si dice, la paura fa novanta:

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Grazie all'impegno dei Comitati del No, di buona parte delle forze di opposizione e della società civile, e anche del Fatto, chi contrasta questa riforma pericolosa ha agguantato numericamente (almeno nei sondaggi) quanti si sono bevuti la propaganda del centrodestra e delle sue quinte colonne nel centrosinistra...

Travaglio riconosce che, per come si era partiti, con il fronte del Sì avanti di 20 punti, questo "è un miracolo".

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Ma questo miracolo rischia di essere vanificato dai tanti, troppi (sempre stando agli ultimi sondaggi pubblicati) elettori del centrosinistra e del Movimento Cinque Stelle che sembrano intenzionati ad astenersi o, peggio ancora, a votare Sì: non c'è limite all'autolesionismo...

Come dire: il direttore sente puzza di bruciato...

Gli ultimi sforzi di Travaglio per il No

Ma tant'è: per riportare tutto il suo "popolo" all'ordine e alla disciplina, Travaglio giura che fino alla fine non si risparmierà per far rimanere il mondo della giustizia così com'è:

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Ce la metteremo tutta fino all'ultimo minuto prima del silenzio elettorale di sabato prossimo per sventare la minaccia: le battaglie in difesa dei valori fondanti della Costituzione sono il nostro Dna, a partire dall'editoriale di Antonio Padellaro che sul primo numero, il 23 settembre 2009, indicò nella Carta la linea politica del Fatto

Come dire: Travaglio andrebbe bene in Iran, dove ci sono "i guardiani della Rivoluzione". Lui si sente il cane di guardia della nostra Costituzione. Per lui, la nostra Carta deve rimanere un monolite (tranne, magari, quando c'è da ridurre la rappresentanza parlamentare, come accaduto con il referendum del 2020). Anche se in realtà la riforma Nordio, separando le carriere dei magistrati, rafforza uno dei principi costituzionali: quello del giusto processo che prevede la terzietà del giudice davanti all'accusa e alla difesa. 

E comunque: come nel 2016, Travaglio e i suoi scenderanno in campo ancora una volta con lo slogan "La Costituzione è NOstra". Intendendo, evidentemente, un blocco politico-sociale conservatore che da tempo impedisce le riforme di cui l'Italia avrebbe bisogno. Per l'occasione, Travaglio ha annunciato che si avvarrà degli apporti di Piercamillo Davigo, Roberto Scarpinato e Nicola Gratteri. Non è il solo a volersi battere fino alla fine per il gusto di guardarsi allo specchio.

 

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